Appianare i dislivelli economico – fiscali tra imprenditoria e nuclei familiari del Nord e del Sud Italia. Nasce con questo intento, attraverso l’operato del Governo, la Banca del Mezzogiorno, la cui attività verrà regolarizzata nell’ambito della Finanziaria 2010.

Ad annunciarlo è stato Giulio Tremonti, ministro dell’Economia, il quale ha spiegato come “se il testo oggi votato al Senato passa anche alla Camera e passa la legge, si parte da li”. Tenendo come punto di riferimento il primo Gennaio 2010, giorno d’entrata in vigore della legge Finanziaria.

“Non ci sono problemi – ha aggiunto lo stesso ministro - oggi il Senato approva l’emendamento con il testo già approvato dal Consiglio dei ministri sulla Banca del Sud”.

Ma quali vantaggi porterà, almeno stando a quanto dichiarato dagli esponenti del Governo, questa tanto declamata Banca del Sud? In primis, Tremonti ha annunciato l’abbassamento dell’Aliquota, con l’abbattimento della fiscalità di vantaggio: la stessa aliquota, infatti, verrà portata al 5%.

“L’aliquota più bassa d’Europa” – spiega ancora Tremonti – “Credo sia molto importante per il Mezzogiorno. Questo é un altro aspetto, non é la Banca per il Mezzogiorno. Qualsiasi banca o persona se decide di impiegare i propri capitali al Sud lo Stato mette l’aliquota più bassa d’Europa”.

A comporre la colonna portante della Banca del Mezzogiorno, dovranno essere una serie di soci fondatori, scelti tra imprenditori, banche, associazioni, “società a partecipazione pubblica nonché da altri soggetti che condividano le finalità e le attività della banca”.

Questi elementi dovranno essere necessariamente esterni all’organico statale, e verranno scelti da un comitato promotore, a sua volta composto da quindici membri nominati dal Consiglio dei ministri, su proposta del Ministero dell’Economia.

Tra i ruoli della Banca del Sud, le cui finalità verranno espresse nello specifico all’interno della Legge Finanziaria, vi sarà la possibilità di emettere obbligazioni in favore delle Pmi che investono nel Mezzogiorno del paese; inoltre potranno essere finanziati progetti infrastrutturali e la nascita di nuove banche a vocazione territoriale.

di Matteo Aldamonte


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