guadagnare-casaIl tetto del 4% rappresenta una delle misure, inerente i mutui, che il Governo ha introdotto in quel di Novembre all’interno dell’ormai celeberrimo Decreto Anti – Crisi.

Senza soffermarsi troppo su quanto riguarda la misura in sé stessa, della quale abbiamo parlato lo scorso 31 Agosto su Ciak! Prestiti&Mutui, diciamo che il tetto del 4% dovrebbe permettere ai titolari di un mutuo a tasso variabile, di ottenere un aiuto statale sulle rate mensili: “Infatti, la differenza tra il maggior tasso e la suddetta percentuale, va a carico dello Stato, che cerca così di andare incontro ai debitori in difficoltà”.

Ma se gran parte dell’utenza sperava, in primavera, di usufruire di questa possibilità, in realtà sono pochissimi i mutuatari che hanno attualmente beneficiato del rimborso messo a disposizione dal Governo, nel decreto Anti – Crisi.

Alla base di queste difficoltà, il ritardo degli istituti bancari nel mettersi alla pari con la regolamentazione. Ecco che, pertanto, sono diversi gli utenti che, inoltrata la documentazione necessaria, si sentono giungere risposte negative o vedono l’inesatta applicazione della legge, da parte delle banche.

Le lamentele sono diverse, e inglobano direttamente anche un decreto che appare tutt’altro che chiaro. E poi, spazio anche ai dubbi sulla reale bontà del provvedimento.

Già, perchè se gli analisti hanno previsto che l’abbassamento dell’Euribor possa durare ancora per alcuni mesi, avranno previsto anche che tale riduzione dell’indice che, in fin dei conti, determina l’importo delle rate mensili dei mutui a tasso variabile, si sarebbe verificata. Rendendo quindi vana, per un buon lasso di tempo, una misura come il tetto del 4%.

Già, perchè c’è da chiedersi quando, effettivamente, il beneficio sarà corposo. Probabilmente - con la solita fortuna di questi casi - non prima di quando il prossimo Governo inizierà a lavorare per applicare qualche nuova legge.

di Matteo Aldamonte


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