Annunciato nelle scorse settimane, il cambiamento (o ritorno?) è arrivato: gli italiani abbandonano i mutui a tasso variabile, e tornano a fidarsi maggiormente dei tassi fissi, ritenuti più sicuri nel lungo periodo, perchè ovviamente in grado di assicurare rate costanti sino al giorno di estinzione del debito.
A confermare la tendenza è l’Abi (Associazione Bancaria Italiana), con un rapporto riguardante Novembre 2010, secondo il quale la quota di contratti a tasso fisso stipulati dalle banche della penisola continua a salire, dando seguito così al trend creatosi già qualche tempo fa.
Il 26,5% degli italiani, numericamente parlando, preferisce il tasso fisso. La percentuale è cresciuta di oltre sei punti rispetto al mese scorso, ed è appunto la fotografia di un paese che prova a superare la crisi economica, permettendosi di sostenere un debito importante come il mutuo, ma cercando comunque la tranquillità di rate costanti ogni mese.
In sostanza, comunque, sono aumentate tutte le concessioni di mutui. Così come i tassi, che hanno fatto registrare un leggero incremento: si è passati dal 2,70% del mese scorso, all’attuale 2,80%.
L’aumento deve spaventare?
Sicuramente no, perchè commisurato allo scenario globale venutosi a creare nel mercato dei mutui: il periodo post-crisi che il Belpaese sta vivendo è testimoniato da una maggiore propensione nel mercato degli immobili, che ha di conseguenza condotto ad un lieve aumento dei tassi.
Più tassi fissi, quindi, nonostante in verità “anche se si assiste ad uno spostamento della preferenza delle famiglie dal mutuo a tasso fisso a quelli a tasso variabile, quest’ultimi rimangono sempre prevalenti”, spiega Gianfranco Torriero, responsabile del centro studi dell’Abi.
Qualche cenno meritano anche i prestiti più in generale: ad ottobre i finanziamenti alle famiglie sono aumentati dell’8,2% su base annua, un tasso di crescita quasi doppio rispetto al +4,4% registrato un anno prima e al minimo di -0,6% toccato invece a novembre 2008.
di Matteo Aldamonte
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