Era da 15 mesi che non tornava a muoversi al rialzo, mentre ora ha ripreso a farlo, con costanza, da circa due settimane. E’ l’Euribor, l’indice percentuale al quale le banche europee fanno riferimento per decidere l’entità dei tassi variabili dei propri mutui, e che quindi ha il ‘potere’ di aumentare o diminuire gli importi delle rate periodiche.
L’Euribor è tornato a salire, si diceva. Ha superato la soglia del punto percentuale, attestandosi precisamente sull’1,001% e, calcolato sulla base dei 360 giorni (anno commerciale) è aumentato portandosi sullo 0,987%. Cresce anche l’indice mensile, che si è portato da 0,769% a quota 0,771 per cento.
Era un aumento annunciato dagli analisti, ma che comunque potrebbe preoccupare i consumatori. Ecco, allora, che il dubbio sorge spontaneo: com’è destinato a comportarsi l’Euribor nell’immediato futuro? Ed è lecito preoccuparsi dinanzi a questi 13 giorni di crescita?
Gli addetti ai lavori lo hanno specificato: il mercato interbancario si sta avviando verso una lenta e graduale ripresa, testimoniabile da una serie di fattori importanti. In primo luogo dalla minore domanda di liquidità, che ora abbonda sui mercati e che quindi porterà gli istituti bancari a prendere la strada della normalizzazione; questo è quanto confermato anche dalla Bce, la quale ha annunciato di essere pronta per un graduale abbandono delle misure non convenzionali adottate sinora per sostenere la ripresa economica.
Ma normalizzazione vuol dire anche che i consumatori dovranno abituarsi anche ad un (anch’esso lento) ritorno ai normali valori anche da parte dell’Euribor. Secondo le previsioni pubblicate graficamente da ‘Il Sole24Ore’ l’indice arriverà all’1,3% a fine 2011, all’1,6% a fine 2012. Supererà il 2% a dicembre 2013 e arriverà al 2,42% a settembre 2014. Valori comunque più bassi di un mutuo a tasso fisso stipulato oggi.
di Matteo Aldamonte
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