Analisti, economisti, banche e giornali sono tutti d’accordo: quello che sta riguardando i tassi, fissi e variabili, dei mutui, è un momento storico per i livelli minimi toccati dagli stessi.
Dell’Euribor, indice di riferimento per il tasso variabile, abbiamo parlato ripetutamente su Ciak! Prestiti, proprio per sottolineare l’importanza dell’avvenimento: più volte, nei mesi scorsi, è sceso sotto l’1%, ed ora vi gira intorno, rendendo la rata mensile una spesa sicuramente meno pesante rispetto al futuro.
Ma il discorso non cambia più di tanto per il tasso fisso: egli rimane invariato per tutta la durata del mutuo, e per questo si assesta su percentuali più alte, ma comunque considerate bassissime rispetto a quelle registrate negli anni passati: viaggiamo, qui, poco sopra al 5%.
Tutti d’accordo, insomma, anche su un altro dato: è questo il momento giusto per accendere un mutuo. Già, ma pur considerando i minimi storici toccati dai due tassi, quale via scegliere?
La percentuale bassa del tasso fisso, nel lungo periodo darà certamente i suoi frutti, e soprattutto il suo risparmio. Quella del variabile, invece, è incredibilmente piccola oggi, ma non dà certezze, poichè direttamente legata all’andamento dell’Euribor.
La ripresa economica non sarà velocissima, quindi la risalita degli indici viaggerebbe di conseguenza, ma dal sito Mutui Online avvertono: “Nei prossimi tempi i tassi non potranno che salire, e il vantaggioso variabile potrebbe trasformarsi in un incubo sei il costo del denaro dovesse risalire molto”.
E allora, cosa fare? Sfruttare il Decreto Bersani, la soluzione non è così complicata: prima tasso variabile, poi, con la probabile risalita dell’Euribor, passaggio al tasso fisso. Si chiama tasso misto, e rappresenta la proposta ideale, visto il momento storico dell’economia.
“Una risalita dei tassi sembra non essere alle porte – illustrano sempre gli esperti di Mutui Online – La situazione spingerà le banche centrali a tenere il costo del denaro a livelli bassi. Ci possiamo quindi aspettare una fase di recupero lenta dei tassi d’interesse e dunque anche della rata del mutuo. In pratica per almeno un buon anno ancora i tassi resteranno non lontani dai livelli di adesso”.
Ma che sia chiaro: nessuno può assicurare, nel passaggio da tasso variabile a fisso, che la percentuale di quest’ultimo non leviti sensibilmente. Pertanto prendere bene le misure, fare i propri conti e decidere in base alla propria disponibilità - presente e futura, per quanto possibile prevedere - sono le mosse migliori. La soluzione perfetta, infatti, non esiste praticamente per nessuno.
di Matteo Aldamonte
Versione Stampabile:
Stampa questo articolo
Tasso Misto ora è ideale…
Analisti, economisti, banche e giornali sono tutti d’accordo: quello che sta riguardando i tassi, fissi e variabili, dei mutui, è un momento storico per i…
[...] di un costo fisso, dovuto all’omonimo tasso. Questo è possibile grazie ad un mutuo a tasso misto, che prevede, appunto, la variazione della tipologia di contratto su volontà del [...]