Il mutuo, come è stato ripetuto sin dall’apertura di Ciak! Prestiti e Mutui, rappresenta un’operazione tanto diffusa quanto delicata nell’economia di una qualsiasi famiglia. Esso, infatti, rappresenta una spesa che rientra nel bilancio familiare per molti anni, e per evitare che il suo importo mensile vada a gravare in maniera insostenibile, è necessaria una scelta, alla fonte, precisa e soprattutto ben ponderata.

Esso, oltre come detto a rappresentare l’accensione di un debito a lunga scadenza, è spesso causa di una gran confusione per coloro i quali non sono esperti di economia, e che si ritrovano dinanzi alla terminologia ed ai ragionamenti delle banche di oggi.

Un elemento fondamentale nella scelta del mutuo, è il tasso. Esso corrisponde al valore percentuale che indica la rata mensile che l’utente dovrà pagare.

L’eterna disputa, com’è probabilmente noto, è tutta proprio attorno al tasso: fisso o variabile? La gran parte dei consigli si orientano verso un tasso fisso che, nel corso dei mesi e degli anni, assicura una certa stabilità. Più rischioso, invece, il tasso variabile, che “vive” in funzione dell’indice Euribor.

Euribor (Euro Interbank Offered Rate) è, appunto, l’indice di riferimento per i tassi variabili. Esso viene pubblicato con cadenza quotidiana da parte della Federazione Bancaria Europea, e proprio in questi giorni ha raggiunto i minimi storici: questo vuol dire che, in questo periodo, la rata mensile dei tassi fissi si abbassa sensibilmente, ma è tuttavia soggetta a variazioni nel tempo.

Il corrispondente dell’Euribor per i mutui a tasso fisso, invece, prende il nome di Eurirs, ed anch’esso viene pubblicato ogni giorno dalla Banca Centrale Europea, in seguito al calcolo della media ponderata delle quotazioni alle quali le banche dell’Unione Europea realizzano l’Interest Rate Swap.

Ai primi due indici, si affianca poi quello più importante per il sistema bancario continentale: il Tasso Principale di Riferimento BCE, il quale rappresenta il tasso con cui la BCE concede prestiti alle altre banche, durante le operazioni di re – finanziamento.

Altro criterio importante, prima di passare alle modalità di calcolo del tasso, è rappresentato dallo Spread. Cos’è? E’ l’elemento che differenzia le offerte da parte delle varie banche, le quali, ad ogni tasso – base applicano una loro personale percentuale, che rappresenta il suo guadagno.

Spiegato quanto necessario, si può ora passare al , il tasso d’interesse, che andiamo a suddividere a seconda della tipologia di mutuo scelto:

TASSO FISSO
Eurirs + Spread

TASSO VARIABILE
Tasso Ufficiale BCE + Spread

MUTUO A RATA FISSA
Eurirs + Spread (per i primi 10 anni)
Euribor + Spread (anni seguenti)

di Matteo Aldamonte


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  1. [...] per tutti quei mutui stipulati in data precedente al 31 Ottobre 2008, mentre si tiene conto del tasso BCE per i mutui datati 2009, ai quali la banca aggiunge un suo personale margine di guadagno, [...]