Tempo di crisi, di economie in difficoltà, di famiglie che non arrivano alla fine del mese e di banche allo stremo delle forze, sempre a caccia di nuove soluzioni per attirare risparmiatori e continuare comunque a sopravvivere.

L’ultima “frontiera” dell’universo finanziario dedicato ai nuclei familiari della penisola, è la misura introdotta dall’Abi, riguardante la moratoria sui mutui. Se n’è parlato tanto in questi giorni: per un massimo di dodici mesi, possedendo determinati requisiti (licenziamento, cassa integrazione, ecc) sarà possibile sospendere le rate mensili che formano il rimborso.

Una boccata d’ossigeno importante, senza ombra di dubbio, per le famiglie italiane. Eppure, sono subito emersi i primi, leciti dubbi su quelli che saranno i costi di tali sospensioni: in che modo le banche recupereranno gli interessi maturati durante il periodo di mancato versamento delle rate?

Il quesito era stato posto già nei giorni passati, ed avevano provato a rispondere gli istituti bancari, i quali avevano parlato della volontà di “spalmare” l’importo totale degli interessi maturati, tenendo tuttavia conto della sostenibilità della rata; evitando così di riportare le famiglie in una situazione di difficoltà.

Eppure, considerando che sarà inevitabile il generarsi di nuovi costi legati alla sospensione delle rate ed al “Piano Famiglia” dell’Abi, quanto sarà realmente conveniente, per una famiglia italiana, sospendere il pagamento delle rate del proprio mutuo o prestito?

Un primo calcolo lo ha fatto Progetica, società di consulenza indipendente, se si considerasse un mutuo ventennale di 100.000 euro a tasso fisso stipulato nell’ottobre 2004 gli interessi maturati risulterebbero pari a 5.117 euro, mentre per un finanziamento a tasso variabile l’onere risulterebbe di 1.867 euro. Per lo stesso mutuo di durata decennale i costi risulterebbero rispettivamente di 3.124 e 1.256 euro.

Insomma, non resterà che sperare in buon senso e decisioni corrette da parte di Abi e banche della penisola, per evitare che la moratoria su mutui e prestiti non rappresenti solo un metodo per rinviare i problemi economici delle famiglie italiane.

di Matteo Aldamonte


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