Chi accende un mutuo deve sapere bene che, con cadenza regolare, dovrà restituire il denaro ottenuto in prestito all’istituto bancario di riferimento. Le modalità di rimborso fanno parte di quello che viene definito ‘piano di ammortamento’, all’interno del quale viene specificato, appunto, come e con quali tempi la cifra prestata dovrà rientrare nelle casse della banca.

Esistono diverse tipologie di piano d’ammortamento, ma il più utilizzato, soprattutto perchè più immediato e semplice da comprendere, è quello ‘alla francese’. Esso si fonda su un rimborso passante per rate tutte uguali (salvo variazioni di tasso). Esso viene definito, quindi, un piano di ammortamento a rata costante.

Prima di entrare nello specifico del piano alla francese, però, è bene ricordare due importanti principi inerenti tutti gli ammortamenti, a prescindere dalla tipologia:

  • la somma delle quote capitale contenute nelle rate deve ammontare all’importo originario del prestito;
  • con il pagamento della rata vanno riconosciuti tutti gli interessi maturati nel periodo cui la rata si riferisce.

E’ ovvio, in relazione proprio all’ultimo punto appena analizzato, che il concetto della rata costante nel mutuo varia a seconda della quota di interessi. E’ quest’ultima, infatti, che in qualche modo ‘detta legge’ e determina l’importo della rata, rendendo relativo il concetto di rata costante. La quota capitale dovrà assumere passivamente un valore pari alla differenza rispetto al totale della rata.

Proviamo con un esempio numerico? Partiamo da un mutuo di 50.000 Euro al 6% fissom da rimborsare con 10 rate semestrali di 5.861,53 Euro. La prima rata, ovviamente, verrà numerata come zero, perchè coincide con la concessione dei 50mila euro di finanziamento.

Procediamo ora a calcolare la prima rata, secondo i seguenti procedimenti:

Calcolare la quota di interessi alla scadenza della prima rata
Trattandosi di una rata semestrale bisognerà moltiplicare il debito del periodo (50.000 Euro) per il tasso del periodo (poiché il tasso annuo è 6%, il tasso di un semestre sarà pari alla metà, cioè il 3%). La quota interessi ammonterà perciò a 50.000 x 3% = 1.500.

Ricavare la quota capitale per differenza tra rata e quota interessi
Una semplice sottrazione permetterà di ottenere la quota capitale: 5.861,53 (rata) – 1.500 (quota interessi calcolata al punto 1) = 4.361,53.

Quantificare il capitale residuo dopo il pagamento della rata
Si ricava sottraendo dall’ultimo debito residuo del piano (in questo caso quello originario) la quota capitale calcolata al punto 2, così: 50.000 (debito) – 4.361,53 = 45.638,47.

Il procedimento può essere applicato alla stessa maniera, sino a giungere al termine, ovvero sino al totale rimborso del finanziamento.

di Matteo Aldamonte


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