Abbiamo analizzato nel post di ieri le ultime analisi targate Bankitalia, secondo le quali sarebbe in preoccupante aumento il numero degli italiani che non riesce a far fronte agli impegni presi con le banche per quanto riguarda il rimborso dei mutui.
Per l’esattezza, il 5% degli italiani - una percentuale molto elevata rispetto agli altri paesi europei – si trova in difficoltà e in ritardo con il versamento delle rate. Parliamo di disoccupati, ma anche di single con figli e di over-45. Situazione meno complicata per le giovani coppie, ma in verità il quadro non è dei più rosei.
E potrebbe peggiorare.
Perchà la stessa Bankitalia ha sottolineato come a crescere sia anche il costo dei mutui stessi (tra Spread e spese varie), visto che gli istituti di credito sembrano essere spaventati dalla situazione delle famiglie.
L’insolvenza porta il mercato a peggiorare, dunque. Perchè se le famiglie non rimborsano i propri debiti, le banche divengono restie nella concessione di finanziamenti del genere ad altri nuclei finanziari, e per proteggersi alzano il costo degli stessi mutui.
I tassi applicati, per la precisione, vengono modificati con un netto riferimento ad alcuni parametri: ai rischi di credito del cliente, alla posizione lavorativa, e ancora ad una serie di altri fattori connessi con la crisi economica.
Per la verità l’analisi ripresa da Bankitalia, e proveniente da EU-Silk dell’Eurostat, fa riferimento al periodo 2006-07, in cui la crisi aveva inizio. Ma il quadro attuale rimane all’incirca il medesimo, con gli istituti di credito che sembrano aver concesso un po’ di fiducia in più solamente alle imprese.
Intanto, il tasso di disoccupazione in Italia ad ottobre è salito all’8,6%, segnando un aumento di 0,3 punti percentuali rispetto a settembre e di 0,4 punti percentuali rispetto allo stesso mese del 2009, collocandosi sui massimi dal 2004.
Numeri, questi, che certamente non andranno ad incoraggiare l’abbassamento di Spread e spese da parte delle banche, con le famiglie che faticano sempre più a trovare un impiego e, ove qualche proposta emergesse, le condizioni praticate alimentano sempre più il precariato.
di Matteo Aldamonte
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