Sottoscrivere un mutuo con una banca non vuol dire solo poter disporre di denaro per realizzare un proprio ‘sogno’, quello di costruire, ampliare, ristrutturare un’abitazione, bensì rappresenta anche l’inevitabile sorgere di un debito.
Un debito rappresentato dall’importo delle rate mensili. Quest’ultimo è direttamente collegato ai movimenti dei tassi variabili e fissi, ed agli indici che ne determinano i valori percentuali: essi possono scendere, salire, influendo ovviamente sul debito complessivo dovuto alla banca.
Proprio per proteggere il cliente da aumenti eccessivamente vertiginosi, sono previste alcune modalità in grado di assicurare una ‘protezione‘, mirate appunto a tamponare in qualche modo l’aumento dei tassi.
Ne sono un esempio i cosiddetti ‘mutui con cap‘, i quali fanno riferimento ai tassi variabili. Essi garantiscono un tetto, al di sopra del quale il tasso variabile non può salire, permettendo al cliente, così, di avere un’idea del debito massimo che può sorgere con la banca.
Al ‘privilegio’ di poter avere certezze nel caso in cui il tasso cresca eccessivamente, va affiancato comunque un ulteriore limite, verso il basso, che non permette allo stesso tasso di scendere troppo, garantendo comunque un’entrata mensile minima alla banca.
Altra possibilità in fatto per proteggere il proprio mutuo e le proprie tasche, è quella di optare per un tasso misto, e quindi di poter variare, passando da un tasso fisso ad un tasso variabile, basandosi sui movimenti degli indici che ne determinano l’importo.
Tuttavia, possiamo osservare come queste opportunità siano tutte a disposizione di chi deve ancora scegliere il mutuo. E per chi, invece, ha già stipulato il proprio contratto con la banca? In tal senso, è possibile ‘rivolgersi’ al mercato finanziario, il quale offre garanzie nello specifico caso di un mutuo a tasso fisso.
Stiamo parlando dei Covered Warrant Cap, ovvero strumenti finanziari, legati direttamente all’Euribor, i quali permettono l’utente, tramite un piccolo investimento, di tutelarsi dagli aumenti eccessivi del valore percentuale del tasso.
di Matteo Aldamonte
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