Ultimo appuntamento del 2009 con la rubrica settimanale “Prestiti&Mutui Sotto Esame”, lanciata dal network editoriale Ciak! e mirata ad approfondire aspetti, positivi e negativi, delle offerte riguardanti mutui, prestiti e finanziamenti, proposte dalle banche della penisola.

Oggi ci spostiamo in Emilia Romagna, dove analizzeremo un’opzione offerta dalla Banca Popolare regionale sicuramente particolare, e denominata “No Barriere”.

Essa è dedicata sia alle famiglie che ai professionisti, ma ha una finalità tanto nobile quanto differente dai classici prestiti di carattere personale; tale finanziamento, infatti, è mirato all’acquisto di attrezzature e strumentazioni che consentano di superare gli handicap imposti da architetture nelle quali il disabile vive e lavora, e pertanto agli adattamenti degli stessi spazi in cui il disabile vive o lavora.

In complementarità con le singole leggi regionali (la Banca Popolare dell’Emilia – Romagna rappresenta un gruppo operante anche fuori dal territorio regionale; esempio: Carispaq, in Abruzzo) e con quanto già fornito dal Servizio Sanitario Nazionale ai disabili, il prestito “No Barriere” si pone l’obiettivo, in definitiva, di risolvere una problematica importante nella società odierna.

Passando agli importi, la cifra minima da richiedere ammonta a mille euro, mentre non sarà possibile scendere al di sotto dei 25mila euro. Importante anche conoscere la durata, compresa tra un minimo di sei mesi, ed un tempo massimo di 60 mesi.

Il rimborso del finanziamento dovrà avvenire, naturalmente, mediante le consuete rate mensili, i cui importi variano a seconda del tasso - fisso o variabile – scelto. Ovviamente, il consumatore dovrà tenere conto delle oscillazioni legate ad Eurirs ed Euribor, ed ai rischi economici da esse derivanti.

In caso di estinzione anticipata, totale o paziale, del debito nei confronti dell’istituto bancario, quest’ultimo potrà richiedere al cliente un compenso onnicomprensivo.

Infine, a protezione del prestito “No Barriere”, è prevista la possibilità di aderire ad una polizza assicurativa a fronte dei rischi morte per infortunio e malattia o invalidità totale e permanente da infortunio e malattia di grado pari o superiore al 60%.

di Matteo Aldamonte
[Immagine - ConsorzioParsifal]


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