Torna, su Ciak! Prestiti&Mutui, il nostro approfondimento che mette “sotto esame”, settimanalmente, una delle numerosissime offerte che le banche italiane propongono ai loro clienti.

Quella di oggi si riferisce ad una delle varie banche popolari che operano sul territorio nazionale: stiamo parlando di Banca Carim, avente sede a Rimini, la quale si dimostra attenta all’ambiente, mettendo a disposizione dei privati il prestito “CariEnergy”.

Si tratta di un finanziamento a carattere personale, il cui importo, pertanto, non è finalizzato ad attività di carattere aziendale ed imprenditoriale. Tuttavia, il prestito ha un obiettivo ben preciso: come suggerito dal nome, esso è mirato a promuovere il risparmio energetico.

“La sensibilità verso il risparmio energetico è in aumento – spiegano da Banca Carim – ed è fortemente incentivata dall’aumento dei costi delle materie prime (petrolio e gas), che incide sempre di più sui bilanci delle famiglie nonchè dalle agevolazioni fiscali previste dalla legge”.

Gli interventi finalizzati al risparmio energetico, pertanto, caratterizzano il prestito CariEnergy. Per accedervi, naturalmente, sarà necessario presentare un progetto in tal senso, ai vertici della banca.

Quali sono gli interventi contemplati da Banca Carim:

  • Impianti fotovoltaici (trasformazione di energia solare in energia elettrica)
  • Impianti termici a pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria
  • Interventi di riqualificazione energetica del fabbricato inserimento caldaia a condensazione o realizzazione di isolamento termico.

Passando ai numeri ed ai dati specifici del finanziamento, sappiamo che CariEnergy è esclusivamente a tasso variabile; pertanto le rate mensili per il rimborso, sono soggette alle oscillazioni dell’Euribor. L’importo totale è rimborsabile in dieci anni, ovvero il termine massimo per la durata del finanziamento.

Chiudiamo la nostra analisi con l’importo: il progetto che presenterete potrà raggiunge un importo monetario di massimo 50mila euro. Non è indicato, invece, un limite minimo, che però si aggira solitamente tra i mille ed i 1.500 euro.

di Matteo Aldamonte


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