Si inserisce in un trend generale a ribasso, il lieve aumento delle richieste fatto registrare dal mercato dei prestiti italiano nel mese di Marzo.
Secondo gli ultimi dati Eurisc (Crif), infatti, la domanda aggregata di credito al consumo (sia prestiti personali che prestiti finalizzati) ha registrato una diminuzione tendenziale del -9% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il dato, relativo al mese di Marzo, è negativo in generale, ma fa segnare in ogni caso una controtendenza rispetto al bimestre precedente, rappresentando di fatto un passo in positivo.
Nei mesi di Gennaio e Febbraio, infatti, i dati erano stati ancora peggiori: cali rispettivamente del -15% e del -17%. Se si considera la domanda di credito nelle due principali tipologie di prestiti (prestiti personali e prestiti finalizzati) e si confrontano i dati ponderati sui giorni lavorativi rispetto allo stesso mese del 2011, si scopre che a incidere sul calo sono stati soprattutto i prestiti finalizzati. Questi ultimi hanno, infatti, segnato un -10% contro il -7% dei prestiti personali.
Come di consueto, l’Osservatorio Crif ha operato un’analisi approfondita anche in merito alla tipologia di richieste da parte degli italiani.
In primis ci si è concentrati sulle tempistiche. A Marzo è stata la classe oltre i 5 anni a crescere di più, risultando anche la preferita dagli italiani con quasi il 24% del totale. A seguire troviamo la fascia di durata compresa tra i 2 e i 3 anni (con una quota pari superiore al 18%), sulla quale ha influito l’andamento dei prestiti finalizzati.
Volano basso, infine, gli italiani. Il 67% chiede prestiti non superiori ai 5mila euro. Nello specifico, l’importo medio dei prestiti finalizzati richiesti nel primo trimestre dell’anno in corso è risultato pari a 5.259 euro contro i 5.407 euro del primo trimestre 2011. Anche per i prestiti personali si registra una redistribuzione verso gli importi più contenuti e, in particolare, verso la fascia d’importo compresa fra 5mila e 20mila, che a Marzo si è confermata come quella più gettonata fra le famiglie italiane con circa il 60% delle preferenze.
di Matteo Aldamonte
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