Impossibile non averli visti: sono gli spot televisivi, in aumento giorno dopo giorno, che continuano a promettere prestiti facili, veloci, senza alcuna spiegazione, magari portando anche a sostegno della tesi qualche testimonianza di fantomatici pensionati, ora contenti, in forma e senza più nessun problema.
Prestiti facili e veloci, si diceva. Prestiti più che altro ingannevoli, c’è da aggiungere. E in effetti non può non apparire strana una pubblicità che dichiara, con serenità quasi inappropriata se consideriamo che si parla pur sempre di prestiti, di concedere denaro a chiunque, anche a cattivi pagatori e lavoratori dal posto incerto.
Proprio per questo, sarebbe appropriato soffermarsi qualche istante in più prima di agire, per non incorrere in sorprese brutte e fastidiose. “Da zero a cinquantamila euro in poche ore”, dicono. Certo, ma poi?
Come primo punto, va evidenziata l’inesattezza degli spot che ci vengono presentati. Viene messo in primo piano il fattore “nessuna spiegazione”, come punto in più per scegliere questa finanziaria al posto, magari, della severa banca sotto casa. Ma non si sta parlando di prestiti personali?
E allora, come analizzato su Ciak! Prestiti, stiamo parlando di quei prestiti definiti come “non finalizzati“: cioè, per tale categoria non è assolutamente necessario – per legge – specificare la motivazione per la quale si chiede il denaro, al contrario di quanto avviene magari nel mutuo. “Nessuna spiegazione”. Già, perchè non è in ogni caso prevista.
Soffermandosi poi sui tempi, troveremo un’altra incongruenza. Innanzittutto, diciamo che solitamente la modalità di erogazione del prestito comprende la cessione di un quinto dello stipendio da parte del cliente; tale modalità, però, richiede per burocrazia e quant’altro, almeno due o tre settimane. E’ lecito, allora, chiedersi come sia possibile che vengano promessi migliaia di euro in pochi giorni, o addirittura in poche ore?
Si capisce benissimo, con poche righe, che quanto ci viene mostrato come lucente, trasparente e lineare, è in verità quantomai incerto.
In aggiunta a quanto spiegato sino ad ora, c’è anche da chiedersi perchè non vengono mai menzionati i compensi spettanti all’istituto creditizio di turno, in questi fantastici spot. Facile: perchè sono tutt’altro che irrilevanti, e per questo probabilmente sconvenienti da mostrare ai potenziali clienti.
In verità, tali compensi si aggirano spesso attorno al 15% ma possono arrivare anche al 17%. Considerando che l’etica professionale del settore “impone” di non superare il 10%, ecco che anche questo aspetto si mostra nettamente a svantaggio del consumatore.
Insomma, la banca sarà severa, ma rimane la soluzione più sicura per l’eventualità del prestito. Il rischio, in questi casi, è meglio lasciarlo da parte.
di Matteo Aldamonte
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