E’ entrato in vigore lo scorso 1 Giugno, ma sta sortendo in queste settimane i suoi primi effetti, il nuovo regolamento riguardante il credito al consumo, che introduce maggiore trasparenza sulle operazioni bancarie e finanziarie a tutela dei consumatori.
Inclusa all’interno del decreto legislativo 141/2010 (che recepisce la direttiva europea 2008/48/CE), la nuova normativa sta riguardando nello specifico alcune categorie di finanziamenti: i prestiti personali, ovvero quelli per i quali non è richiesta la finalità dalla banca; prestiti finalizzati, cioè connessi all’acquisto di un bene o di un servizio; cessione del quinto dello stipendio, cioè prestiti personali per dipendenti pubblici e privati, con rate pagate dal datore di lavoro e trattenute dalla busta paga.
In cosa consiste la nuova regolamentazione? Per cominciare, banche e istituti di credito hanno l’obbligo di fornire come foglio informativo personalizzato, il modulo europeo IEBCC, contenente tutti i dati inerenti il prestito.
Trasparenza anche nella comparazione delle offerte, con il cliente che deve poter avere l’opportunità di confrontare con semplicità i parametri del suo finanziamento con quelli di altre banche.
Importante è, poi, che il cliente abbia tra le mani una copia del suo contratto, e che all’interno del TAEG applicato sul prestito siano contenute tutte le voci accessorie di spesa: polizze assicurative, imposta di bollo, commissioni di incasso della rata mensile, spese di gestione, spese di istruttoria e apertura della pratica, ecc.
Regolamento anche il caso dell’estinzione anticipata, deve prevedere penali con soglia massima dell’1% del capitale rimborsato, per debiti estinti a più di un anno dal termine del piano di ammortamento. Inoltre la soglia minima scende allo 0,50% quando il periodo rimanente è meno di 12 mesi.
E’ possibile interrompere il contratto evitando ogni forma di penale, tuttavia, riuscendo a dimostrare il grave inadempimento da parte della banca. In questo caso si otterà anche il rimborso della somma pagata fino a quel momento.
di Matteo Aldamonte
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