Sono incertezza e fragilità i mali principali del mercato dei prestiti in Italia. E proprio loro, incertezza e fragilità, sono alla base del -8% di erogazioni registrato nel primo semestre del 2012.

L’analisi arriva dall’Osservatorio del Crif, sempre attento circa la situazione di prestiti e mutui nel Belpaese. Partendo dal mese di Giugno, con la crescita registrata dei finanziamenti concessi che risulta pari allo 0%, alla quale si affianca il netto -8% che caratterizza invece tutto il semestre del 2012.

Insomma, la situazione continua a non essere delle migliori. A Giugno è stato mantenuto lo stesso trend, fatto di un evidente e generale immobilismo, che s’era assestato sullo 0% alla voce “crescita”. Tutto fermo, dunque. A pesare rimangono la debolezza del settore dell’occupazione e la bassa fiducia nei consumi, in particolare dei beni durevoli, evidenziata anche dal crollo delle immatricolazioni nel campo delle quattro ruote che si è registrata proprio a Giugno. Così dicono gli esperti.

Ma è nell’analisi di lungo periodo che si captano tutte le difficoltà del settore. Il primo semestre del 2012 ha palesato un calo del -8%, mentre si nota un vero e proprio crollo nel momento in cui si guarda agli anni precedenti, con un -23% rispetto al 2008.

Il Crif ha inoltre preso in analisi alcuni dettagli riguardanti la tipologia di prestiti concessi sul mercato. Rispetto a durata e importi, la classe di durata più richiesta dei prestiti finalizzati nei primi sei mesi del 2012 è stata quella di un anno (32% del totale), mentre per i prestiti personali è stata quella di durata superiore a 5 anni (42%). Sugli importi, il 69% delle richieste è stata sotto i 5.000 euro (nel 2011 era in media 5.041 euro), mentre per i prestiti personali l’importo medio è di 12.014 euro, in calo rispetto al 2011.


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