Momento importante, quello attuale, per l’universo dei prestiti e dei finanziamenti in genere. Le difficoltà delle famiglie aumentano in maniera significativa, visto e considerato anche il momento non felicissimo dell’economia mondiale, e diviene sempre più necessario richiedere un aiuto alle banche o agli istituti di credito.

Proprio a causa dell’importanza dei prestiti in questo momento di crisi, stanno per giungere novità importanti circa la trasparenza dei prestiti al consumo, che entreranno in vigore già a partire dal prossimo anno, dal 2011. In primo luogo, però, soffermiamoci sulla definizione di ‘prestiti al consumo’:

[da TesiOnline]
Con il termine “credito al consumo” si fa riferimento a quella tipologia di finanziamenti tramite i quali i consumatori finali soddisfano il proprio bisogno di beni e di servizi ricorrendo al differimento nel tempo dei pagamenti, affrancandosi così dai vincoli imposti dal risparmio già costituito.

Come detto, sarà prevista una nuova regolamentazione in grado di assicurare una maggiore trasparenza ai consumatori, proprio nell’ambito dei prestiti al consumo. Le novità principali sono, per la precisione, sei:

  • Scomparirà l’enstinzione anticipata per i prestiti con residuo inferiore a 10 mila euro e per i prestiti tasso variabile, mentre per i rimanenti sarà applicabile una penale max dell’1% e dello 0,5% nell’ultimo anno;
  • La pubblicità circa prestiti e finanziamenti d’ogni genere dovrà essere trasparente il più possibile, a partire da tutti i costi a carico del cliente, per finire con le singole caratteristiche (onori ed oneri) del prestito;
  • Il taeg dovrà comprendere tutti i costi del prestito, senza spese extra;
  • I mediatori utilizzati dagli istituti di credito dovranno risultare come professionisti qualificati, e dovranno agire in qualità di rappresentati di società di capitali;
  • Il diritto di recesso è stato allungato a 14 giorni (non sono previsti costi aggiuntivi o penali);
  • Nel caso in cui non si dovesse ricevere il bene acquistato con il credito al consumo, il cliente dovrà essere risarcito dall’istituto erogante che a sua volta si rifarà con il commerciante.

di Matteo Aldamonte


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