Che il momento fosse difficile per famiglie e imprese, era ormai cosa nota. Che la situazione potesse però prendere pieghe ancor più cupe, questa è uno scenario che si aspettavano in pochi: dopo il -44% di richieste per quanto riguarda i mutui nel mese di Gennaio, ora giungono i dati del CGIA di Mestre a testimoniare di come sul fronte dei prestiti il momento sia difficilissimo per le Piccole e Medie Imprese (Pmi) della penisola.
Le banche sono sempre meno disposte a concedere finanziamenti, per effetto del famoso Credit Crunch. E’ la stretta creditizia, l’inasprimento dei requisiti minimi per l’accesso al credito, che di fatto rende impossibile per moltissimi imprenditori del Belpaese ottenere del denaro in prestito. I numeri che riguardano le erogazioni parlano chiaro: i prestiti di denaro da parte delle banche sono diminuiti, partendo dall’1,5% fino ad arrivare al 2,2% del mese di Dicembre.
Nel suo rapporto annuale, con riferimento al 2011, la CGIA ha rilevato un ammontare dei prestiti alle aziende pari a 995 miliardi di euro, cifra che ha determinato una crescita del 4%, dato che però è andato fortemente in contrasto con un’ulteriore crescita dell’inflazione, pari al 3,3%. “Fattori – si legge nell’analisi - che mettono in mostra il grande stato di sofferenza delle nostre imprese, condannate a subire un tasso d’interesse molto alto, accompagnato da un costo di tutto il sistema produttivo pari al 3,7%”.
A completare il negativo quadro dei dati, il +36% delle insolvenze - per un valore di circa 80 milioni di euro - da parte delle stesse imprese italiane, in sempre maggiore difficoltà con le scadenze mensili.
“L’origine di questi ultimi dati riportati in quest’analisi, nel fatto che gli istituti di credito sono stati costretti a voltare le spalle a tutte quelle realtà imprenditoriali, con scarso capitale, e non più in grado di dare garanzie e affidabilità per il saldo dei rispettivi crediti. L’impresa più volte è stata considerata come una macchina di vitale importanza per la ripresa economica, ma visti i chiari di luna, siamo costretti a fare un passo indietro e a rivedere alcuni concetti”, ha commentato segretario generale della stressa Cgia, Giuseppe Bortolussi.
di Matteo Aldamonte
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