Con l’intento di rilanciare, in un periodo di crisi, un settore chiave per la nostra economia, qual’è quello dell’edilizia, il Governo italiano aveva lanciato, lo scorso 6 Marzo 2009, il famoso Piano-Casa: un documento all’interno del quale erano previste numerose innovazioni ed introduzioni legislative, tra cui la Moratoria di cui tanto si è parlato.
Varato nella lista delle misure anti-crisi attuate dal Consiglio dei Ministri, il Piano Casa e le sue introduzioni sarebbero dovute entrare in vigore tutte entro lo scorso Giugno 2009, ma proprio l’impossibilità da parte di molte regioni nel rispettare i termini, ha visto il documento rientrare tra le attività poste in essere per combattere il periodo di difficoltà economica.
Tuttavia, dopo l’entrata in vigore, alcune Regioni del Belpaese hanno provveduto ad integrare o stralciare alcuni commi dello stesso Piano Casa, con introduzioni legislative di matrice locale, che sono state raccolte dall’Ance, l’Associazione Nazionale Costruttori Edili.
Esse hanno riguardato, nello specifico, cinque regioni: Lazio, Molise, Basilicata, Lombardia e Piemonte, con due tipologie di interventi principali, che andiamo ad analizzare di seguito.
Il Piemonte, attraverso l’abrogazione di un comma in corrispondenza dell’articolo 7 della Legge regionale numero 30 del 2009, secondo il quale era prevista l’ammissione delle strutture ricettive ai benefici del Piano Casa connessi alle unità immobiliari ad uso residenziale.
L’abrogazione di tale comma, prevederà che anche le strutture adibite ad uso produttivo potranno beneficiare delle normative contenute all’interno del Piano Casa.
Novità importanti anche in Molise, dove, al contrario, il comma è stato inserito e non eliminato. Tramite l’integrazione, la Regione ha voluto rendere disponibile l’accesso ai benefici del Piano Casa anche per coloro i quali hanno ancora in sospeso la domanda di condono edilizio.
Questo sarà possibile tramite la regolarizzazione del procedimento di condono in atto, il quale dovrà essere regolato, mediante istruttoria ed entro un periodo di tempo di sessanta giorni, da parte dei singoli Comuni.
di Matteo Aldamonte
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