Periodo difficile, dopo l’importante introduzione della Moratoria, per l’Associazione Bancaria Italiana: gli anni delle supervalutazioni e dei mutui 100% hanno lasciato strascichi importanti nel settore dell’edilizia, tanto da sentire la necessità di una nuova regolamentazione in tema di Perizie Immobiliari.

Con quest’ultima si intende la valutazione, da parte di un esperto del settore, di un immobile, ai fini della stipula di un mutuo tra il cliente e la banca. Questa quantificazione rappresenta, in primis, un servizio che il mutuatario trova tra le sue spese iniziali per accedere al finanziamento.

Si diceva: gli ultimi anni hanno rappresentato un periodo particolare per le perizie, in cui si sono viste arrivare supervalutazioni di immobili, e mutui al 100%. Proprio in virtù di tale scenario, l’Abi ha deciso di correre ai ripari, stilando una regolamentazione ben precisa, che tanto ha fatto arrabbiare le società dell’universo immobiliare.

Le critiche partono dal principio: secondo le società, l’Associazione Bancaria Italiana non sarebbe l’organo più indicato per prendere decisioni nell’ambito delle Perizie Immobiliari, perchè rea di aver taciuto troppo negli anni scorsi, sempre in merito alla stessa tematica.

Altro punto importante contro la nuova regolamentazione, sarebbe caratterizzato dalla volontà della stessa Abi di ‘calare dall’alto’ le nuove norme, senza discuterne con gli esponenti delle società immobiliari italiane, i quali al contrario dovrebbero rappresentare l’interlocutore principale dell’associazione presieduta da Corrado Faissola.

Una bozza, quella stilata dall’Associazione Bancaria, che le società reputano troppo vicina alle modalità di lavoro di geometri e Crif: grandi database estesi a tutta la nazione, e tipologie operative che taglierebbero fuori le piccole società immobiliari di carattere locale.

L’Abi, per ora, non può far altro che difendersi: Faissola ha ricordato come tutto quanto contenuto nel documento faccia comunque parte di una semplice bozza, che potrà essere oggetto di modifiche in seguito.

di Matteo Aldamonte


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