Una famiglia su quattro non riesce a pagare le rate del mutuo ed è dunque costantemente in debito con la propria banca.

E’ allarmante la situazione emersa dal rapporto della Commissione Europea facente riferimento ai primi tre mesi del 2011 ed il cui evolversi si lega a doppio filo con dal “continuo deterioramento delle opportunità di lavoro per i giovani evidenziato dalla Banca d’Italia nel suo rapporto dedicato alle economie regionali”.

Ma l’Abi (Associazione Bancaria Italiana) non ci sta e nega. “L’analisi della Commissione è palesemente errata rispetto alla realtà italiana”, fanno sapere. E ancora: “le famiglie italiane sono finanziariamente solide e sostengono il peso dei mutui senza particolari problemi”. Sarà vero?

La stessa Abi ha affiancato alle dichiarazioni alcuni numeri relativi alla moratoria. Le famiglie che hanno chiesto di sospendere il pagamento del mutuo con la moratoria a marzo 2012 sono circa 65mila, a fronte di 3.5 milioni di mutui; gli ultimi dati di Bankitalia riferiti al primo trimestre 2012 indicano che le nuove sofferenze in rapporto ai prestiti si attestano sull’1.2%, in diminuzione rispetto ai valori registrati nel 2011 e nel 2010; la quota dei prestiti su cui sono state registrate temporanee difficolta’ di rimborso si e’ attestata sul 2.3%.

Eppure, la Commissione accompagna il livello ”allarmante delle famiglie italiane morose con un netto aumento delle famiglie europee in difficoltà finanziarie, cioè quelle costrette ad attingere dai risparmi oppure a indebitarsi per far fronte alle spese correnti”. Uno scenario, questo, caratterizzato in modo particolare dalle famiglie dal reddito medio-basso. Ne esce quindi un quadro a tinte fosche non solo per l’Italia. Il rapporto spiega infatti che, a livello europeo “un numero crescente di persone che ha perso il lavoro a causa della crisi è in difficoltà con il pagamento dell’affitto o delle rate del mutuo”.

Da parte sua, la Banca d’Italia evidenzia che “le opportunità di lavoro per le fasce di età più giovani continuano a deteriorarsi in tutte le regioni”. E spiega: “Nel Mezzogiorno il tasso di disoccupazione delle persone con meno di 30 anni è oltre il doppio di quello complessivo”.

 


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  1. Beppedilivorno on lunedì 2, 2012

    MA CHE BELLA SCOPERTA.