Abbiamo esaminato ieri la situazione generale dei tassi sul mercato dei mutui: sia Euribor che Irs hanno registrato aumenti nell’ultimo anno, con l’opzione legata al tasso variabile che è al centro della crescita principale.
Gli analisti parlano addirittura di due nuovi ‘salti’ che l’Euribor compirà nel corso del 2011, entrambi dello 0,25% e che porteranno quindi un aumento delle rate mensili per i titolari di un mutuo a tasso variabile.
Il tasso fisso, invece, ha visto gli indici Irs passare negli ultimi mesi dai 3 ai 4 punti percentuali, tornando quindi sui livelli di un mercato stabile e normale, che si lascia alle spalle la crisi economica.
Con la crescita dell’Euribor, quindi, i titolari di un variabile devono correre in banca per surrogare? Non è una scelta così scontata, almeno nell’immediato: anche nel post di ieri dicevamo che tra fisso e variabile ci sono attualmente 250 punti base di differenza, che vedono la seconda delle due opzioni ancora ‘troppo’ vantaggiosa.
Sarà così anche per pochi mesi, ma perchè non continuare ad approfittarne, risparmiando qualche euro in più?
“Ma quando si tratta di mutui, non esiste una soluzione buona per tutti”, avverte in un’intervista a Il Sole24Ore Stefano Rossini, amministratore delegato di FairOne, il nuovo broker online che gestisce Mutuisupermarket.
Certo, è innegabile un ritorno dei consumatori al tasso fisso: “Le richieste di mutui a tasso fisso stanno sicuramente aumentando. Però bisogna fare molta a attenzione a scegliere il prodotto giusto perché dallo scorso agosto gli Eurirs sono aumentati abbastanza allontanandosi dai minimi storici, comportando un aumento del costo dei tassi fissi”, spiega ancora Rossini.
Che sul tasso variabile commenta: “Nel breve periodo è la soluzione di gran lunga più conveniente. Ma le rate di oggi sono inevitabilmente destinate ad aumentare nei prossimi 2-3 anni perché sia l’Euribor che i tassi Bce sono visti in rialzo. Pertanto prima di stipulare un mutuo a tasso variabile è bene calcolare quale sarebbe l’importo della rata in caso di un rialzo dei tassi futuro di circa 200-300 punti base”.
Rossini conclude poi analizzando l’opportunità di una surroga, passando da tasso variabile a fisso: “Non è da escludere. Ma bisognerà seguire la dinamica dei tassi perché oltre agli Euribor anche gli Eurirs potrebbe salire. In generale, il timing migliore per surrogare è quando la forchetta tra fisso e variabile si riduce”.
di Matteo Aldamonte
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