Il mercato italiano dei mutui è fatto di tasso fisso e variabile, mentre c’è sempre meno spazio per altre opzioni come il tasso misto, che secondo una recente indagine di Mutui.it sarebbe richiesto soltanto dal 2% dei clienti nel nostro paese.

Da questi dati emerge come gli italiani abbiano una conoscenza poco approfondita delle dinamiche di mercato e siano ancorati alle “certezze”, che siano quelle di un tasso fisso o di un variabile, che tuttavia è portato a mutare mese dopo mese. Ciò che per le nostre famiglie non deve cambiare, però, è la formula del tasso stesso, la quale invece andrebbe monitorata con attenzione, in relazione alla situazione attuale del mercato.

A spiegare questa tendenza degli italiani è Alberto Genovese di Mutui.it: “In tempi di incertezza economica - spiega - è una reazione naturale puntare ad un tasso di interesse che non ci riservi sorprese nei prossimi anni; ecco perché il tasso fisso sembra riscuotere un interesse sempre maggiore. Eppure diverse tipologie di mutuo, come quelle a tasso misto, potrebbero rivelarsi più vantaggiose, soprattutto perché più flessibili”. Fanno la loro, poi, la stretta creditizia applicata dalle banche, lo Spread che ha superato il 4% ed i tassi ai minimi storici contemporaneamente offerti dalla Bce, che rendono sostanzialmente instabile la situazione.

Il tasso misto, dunque, rimane il meno scelto, nonostante sia la formula che garantisce al tempo stesso una maggior flessibilità, poiché permette di “saltare” da un tipo di tasso all’altro in base alle oscillazioni del mercato. Questa maggiore libertà dai vincoli che le altre tipologie di mutuo impongono ha, di contro, maggiori costi da parte delle banche (in termini di spread o di altre spese di rinegoziazione). Se il gioco vale la candela, può saperlo soltanto il singolo consumatore.

Vista l’incertezza del momento però, il gioco potrebbe valere la candela, tenendo sempre presente che è comunque possibile surrogare il mutuo, senza sostenere spese aggiuntive, nel momento in cui gli spread torneranno a livelli più contenuti.

di Matteo Aldamonte


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