L’Euribor è cresciuto, venerdì scorso ha raggiunto il valore massimo dal 2009: l’opzione a tre mesi ha toccato quota 1,54% mentre quella mensile è all’1,32%, con le rate mensili che in entrambi i casi sono dunque aumentate di circa 12-15 euro. Non si tratta di un peso aggiuntivo eccessivo per i consumatori, ma l’aumento c’è e soprattutto non sarà l’ultimo.

Sì, perchè le previsioni da parte degli esperti sono chiare: nei prossimi mesi la Banca Centrale Europea provvederà ad aumentare ulteriormente i tassi di interesse, con l’obiettivo dichiarato da parte del suo capo Trichet di tamponare la crescente inflazione dell’Eurozona.

Nei prossimi mesi, si diceva. Ma quando di preciso? Al momento i pareri sono discordanti: c’è chi assicura che già a partire da giovedì la Bce provveda ad aumentare i tassi di interesse, mentre un’altra “cordata” di analisti sostiene invece che la crisi economica della Grecia possa convincere i vertici della Banca Centrale a rinviare la stretta finanziaria, portandola dopo il periodo estivo.

Questo garantirebbe altri tre mesi di tranquillità ai consumatori titolari di un mutuo a tasso variabile, i quali infatti avrebbero la possibilità di continuare ad avere un Euribor pressochè stabile - o comunque in lieve aumento - anche nelle prossime settimane.

Tutto questo, però, prima della “grande stretta”: se è vero che ci sarà il rinvio dopo l’estate, potrebbero saltare anche i due aumenti di cui tanto si è parlato, sostituiti da un unico grande salto, che porterebbe i tassi di interesse Bce dall’1,25 all’1,75% con adeguamenti da parte delle banche di tutta Europa che saranno più che evidenti.

Cosa fare, dunque, in qualità di titolari di un mutuo? Non rimane che aspettare per vedere le mosse della Bce: in caso di grandi aumenti, trasferirsi verso un mutuo a tasso fisso potrebbe garantire una copertura maggiore in un futuro che non si preannuncia roseo, invece, per i mutatari che hanno scelto il variabile.

Quest’ultimo ad oggi, comunque, rimane ancora il più conveniente, nonostate l’Euribor sia in aumento. Ma questa situazione, lo abbiamo visto insieme, non durerà per sempre, ed anzi sembra destinata a finire in breve tempo.

di Matteo Aldamonte


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