Sarà un 2012 difficile per il mercato italiano dei mutui, con le richieste che stenteranno a salire a causa dello Spread troppo alto applicato dalla banche e della stretta creditizia che le stesse stanno imponendo a famiglie e imprese.

Le previsioni di un anno buio giungono da un’analisi targata Assofin, l’associazione dei principali operatori finanziari nei comparti del credito al consumo e del finanziamento immobiliare, realizzata in collaborazione con Crif e Prometeia, secondo la quale se il 2011 è stato caratterizzato dalla crisi economica, nel nuovo anno a rallentare il mercato dei mutui sarà l’estrema prudenza dei consumatori italiani, nonostante siano previsti lievi segnali di ripresa globale.

I numeri raccolti nel corso dell’indagine parlano chiaro: le erogazioni per l’acquisto di beni immobili, durante i primi nove mesi del 2011, sono calate del 5,7%. Una tendenza netta che, nell’opionione del segretario generale di Assofin, Umberto Filotto, perdurerà anche nel 2012.

“Lo scenario negativo nel quale da tempo si trova il mercato dei mutui immobiliari dipende essenzialmente da due fattori: la crisi economica, che provoca un calo della domanda; l’atteggiamento più restrittivo delle banche italiane, che, in mancanza di liquidità, hanno stretto i cordoni della borsa”, ha commentato Filotto a margine dell’analisi di mercato presentata nei giorni scorsi. “La cautela con cui i consumatori si avvicinano ai finanziamenti è evidente anche nelle statistiche che evidenziano una crescita di erogazioni di durata maggiore: i consumatori sono sempre più orientati a rendere sostenibili le rate dei rimborsi”.

Pur in un mercato che offre spunti sostanzialmente negativi, Crif e Prometeia hanno tracciato quello che  è un po’ il quadro dei mutui richiesti in Italia. Ne emerge che i finanziamenti immobiliari più richiesti sono quelli compresi fra 101 e 200mila euro; si registra, inoltre, la crescita della quota relativa ai mutui di valore complessivo superiore a 500mila euro.

Un focus anche sulla durata: la preferenza ricade su un arco di tempo per il rimborso esteso a 26 anni.

di Matteo Aldamonte


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