Interessante l’articolo pubblicato ieri da Il Sole24Ore sulla situazione dei mutui italiani, aperto con una domanda: dopo gli ultimi movimenti dei tassi di interesse, l’opzione fissa è conveniente o rappresenta semplicemente un luogo comune tra i consumatori?

Le percentuali del mercato italiano, intanto, la dicono lunga sugli andamenti e sull’orientamento dei mutuatari: i prestiti ipotecari a tasso variabile puro rappresentano il 39% del mercato, mentre il fisso occupa il 35% delle percentuali, infine il 21% del variabile con cap e la parte residuale del misto.

Come visto, tasso variabile e fisso quasi si equivalgono, divisi soltanto da un 4 percento. Percentuale esigua, che presto – stando alle previsioni di mercato – potrebbe distribuirsi in maniera diversa e approdare al tasso fisso, in relazione ai costanti aumenti che stanno riguardando l’Euribor in questi mesi.

“Da un anno il variabile è in continua crescita – confermano gli esperti - È naturale quindi che sempre più mutuatari pensino che la scelta migliore sia il fisso, che seppure comporti una rata di importo maggiore offre maggiore tranquillità e “dovrebbe” minimizzare il costo complessivo”.

Ma davvero, in questo tempo di aumenti costanti, il mutuo a tasso fisso risulta il più conveniente, oggi oltre che alla lunga distanza?

Prendendo in considerazione il Taeg - valore utile per ottenere un confronto equilibrato – e alla luce degli oltre 230 punti base medi che distanziano le offerte a tasso fisso (più caro) da quelle a tasso variabile, possiamo sicuramente dire che quest’ultimo risulta ancora il più conveniente.

“Attraverso le nostre simulazioni sul futuro andamento degli Euribor – spiegano gli addetti ai lavori – nell’ipotesi di un prestito di 130mila euro a 20 e 30 anni, i risultati evidenziano chiaramente una maggiore convenienza del variabile. In particolare, sui 20 anni il costo totale degli interessi variabili ammonterebbe a poco meno di 59mila euro contro gli oltre 73mila dell’omologo fisso”.

Insomma, un luogo comune. Ma attenzione: scegliete con serenità, poichè il mutuo va affrontato (per anni) con tranquillità.

di Matteo Aldamonte


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