Lo Spread sembra voler sorridere agli italiani, come dimostrano le ultime rilevazioni sul settore del credito europeo e in questo caso italiano, con chiaro riferimento alla differenza tra titoli Btp italiani a dieci anni e Bund tedeschi.
I dati dicono che nella settimana delle liberalizzazioni avviate dal Governo in vari ambiti produttivi e professionali del nostro paese, la reazione dei mercati è stata quella di uno Spread sceso ora sui 410 punti-base, con una media tra l’altro abbastanza costante anche in queste ore. Troppo poco per parlare di un’Italia in ripresa, ma al tempo stesso dovrebbe crescere la fiducia degli italiani davanti a notizie positive, come poche altre volte è accaduto nei mesi scorsi.
Questo significa che, nonostante la recente perdita della A applicata da Standard e Poor’s, gli investitori stanno tornando ad avere fiducia nella qualità del nostro debito. Parlano chiaro, in tal senso, i 400 miliardi che verranno concessi all’Italia come finanziamento per avviare in maniera forte la ripresa economica tanto auspicata.
Per uno Spread che scende a livello finanziario, ora l’attesa cresce attorno a quello gestito internamente dalle banche italiane. E’ quello, infatti, lo Spread che i consumatori avvertono in maniera più diretta: stiamo infatti parlando del guadagno che le banche ottengono da ogni operazione di finanziamento, prestiti e mutui compresi naturalmente. Far scendere quel valore percentuale, coi tassi di interesse che la Bce ha già portato ai minimi storici, vorrebbe dire riaprire le porte del credito nel mercato italiano, dopo un periodo che si è molto avvicinato ad una situazione di Credit Crunch.
Il ragionamento logico è abbastanza semplice: se le banche trovano chi presta loro il denaro ad interessi minori, di conseguenza anche il tasso finale applicato al consumatore dovrebbe ridursi.
Naturalmente non v’è certezza sui comportamenti che assumeranno gli istituti di credito nelle prossime settimane. E’ evidente come sia tuttavia nel loro interesse, in una situazione favorevole, dare nuova linfa al settore del credito e permettere all’economia italiana di tornare “a girare” nel verso giusto.
di Matteo Aldamonte
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