Le difficoltà legate alla crisi economico – finanziaria che ha colpito i mercati mondiali, difficilmente potrà essere dimenticata dagli operatori del settore, e dalle varie nazioni.
Ma, come in ogni cosa negativa, bisogna reagire e pensare subito al futuro. Un futuro che gli Stati dell’Unione Europea stanno provando ad immaginare e progettare insieme, con la discussione di misure interessanti anche in tema di mutui, argomentazione vicinissima alla popolazione.
L’Europa parla di “armonizzazione dei requisiti di capitale delle banche”, come testimoniano le dichiarazioni di Charlie McCreeby, attuale commissario al Mercato Interno.
Non sarà oggetto di discussione da parte dell’attuale Commissione Europea, in carica sino al 31 Ottobre, ma la tematica dei mutui è stata espressamente inserita nella lista delle discussioni principali da fare in casa UE, con diretto riferimento alla direttiva 2006/48/Ce.
L’azione prevista dagli stati del Vecchio Continente mira a portare sul 40% la quota di copertura dei mutui, sul valore totale dell’immobile.
Attualmente, in Italia, il sistema mutuatario prevede che le Banche possano concedere mutui per un valore che non superi l’80% del valore dell’immobile in causa. Mentre il 20% può essere acquisito mediante la stipulazione di polizze assicurative.
L’Unione Europea, in collaborazione con Federazione delle banche europee e l’Abi, vorrebbe invece abbassare il limite di valore del mutuo al 40% di quello che è il valore dell’immobile.
Cosa comporterebbe tale misura economico – finanziaria? Probabilmente maggiori cifre per i mutuatari, e tassi più alti, ma anche l’obbligatorietà, per le Banche, di accantonare maggiori cifre in termini di capitale.
Ma la proposta ha già trovato illustri pareri contrari: la European Banking Industry Committee, in rappresentanza delle principali federazioni dell’industria bancaria europea, ha comunicato “forte disaccordo e contrarietà a fissare una soglia unica di copertura dei mutui valida per tutti i Paesi. I mercati immobiliari residenziali sono diversi: alcuni sono più speculativi altri più conservativi”.
Rimane, inoltre, da verificare la validità di tale innovazione in un paese come l’Italia, dove, al momento, il tasso di insolvenza in tema di mutui e prestiti è molto basso, soprattutto rispetto a paesi quali gli USA, che sfiorano addirittura il 2%.
di Matteo Aldamonte
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La possibilita’ di imporre il limite dei mutui al 40% del valore degli immobili e’ stata smentita il 12 ottobre dal portavoce del Commissario al mercato interno Charlie McCreevy,