Lo Spread nell’Eurozona, dopo una fase vantaggiosa, è tornato ad aumentare. Lo abbiamo visto insieme alcuni giorni fa, in questo post.
Ma quanto è destinata a durare questa situazione? Secondo questo articolo de Il Sole 24 Ore, non molto. Almeno per quanto riguarda le banche italiane, poiché anch’esse sono interessate a riattivare un mercato, quello dei mutui, in fase di stallo – se non di deciso calo – da troppi mesi, proprio a causa di uno Spread che non lascia tregua e che rende tutt’altro che agevole l’accesso al credito.
E’ vero, la situazione attuale deve preoccupare. I mutui costano, nonostante gli indici di riferimento dell’Eurozona, in particolare l’Euribor per i mutui variabili, siano decisamente scesi, abbiano addirittura raggiunto i minimi storici. Lo ripetiamo: è lo Spread a fare la differenza, ad aver tramutato i finanziamenti in una pratica quasi d’Elite, inaccessibile ai più. Alle famiglie, alle imprese, a chi potrebbe averne bisogno.
Eppure le cose potrebbero cambiare, nello specifico per quanto riguarda alcuni precisi istituti di credito: Intesa Sanpaolo, Cariparma e Webank sotto i riflettori, perché potrebbero essere i primi ad abbassare lo Spread. Lo dicono gli esperti, secondo i quali anche altre banche italiane faranno lo stesso. Giocheranno al ribasso sul costo dei finanziamenti, riaprendo al credito e rallentando la stretta.
“Quindi, di qui a fine anno, al di là della congiuntura economica, è logico presumere che qualche stock di capitali destinato ad erogare mutui a condizioni migliori sia probabile. Il mutuatario perfetto deve, ovviamente, essere pronto a cogliere l’offerta lampo”, si legge nell’articolo de Il Sole 24 Ore dedicato all’argomento. “L’idea di stipulare il mutuo necessariamente con la banca presso cui si ha già un conto corrente è ammuffita da tempo”, sia chiaro.
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