Nata come un provvedimento in grado di aiutare le famiglie italiane, la Moratoria sui mutui contemplata dal Piano Famiglie rischia di favorire principalmente gli istituti bancari, piuttosto che i nuclei familiari in difficoltà nel nostro paese.
E’ questo l’allarme lanciato dall’Adusbef (Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari Finanziari), che ha appunto sollevato il problema-chiave di questa Moratoria: i clienti potranno, sino al 31 Luglio 2011, richiedere la sospensione delle rate mensili, ma si troveranno a fare i conti, una volta scaduto l’effetto della sospensione, con una situazione economica ancor più onerosa rispetto a quella attuale.
L’Adusbef si sarebbe detta non pienamente convinta della scela operata da Abi (Associazione Bancaria Italiana) in concerto con dodici associazioni dei consumatori nazionali, circa appunto la proroga dei termini per accedere alla Moratoria, portati dal 31 Gennaio al 31 Luglio 2011.
Dov’è il problema? Accedere alla sospensione dovrebbe rappresentare un’operazione a costo zero per le famiglie, e invece l’Adusbef sostiene che le banche hanno applicato una moratoria sulla rata per la quota interesse, la quale subirà degli aumenti dannosi di conseguenza a quelle famiglie che, scaduto il periodo di sospensione, dovranno riprendere a versare le rate normalmente.
Non manca nel comunicato dell’Associazione, poi, un accenno ai tassi applicati dalle nostre banche, considerati i più alti d’Europa. Nell’ultimo bollettino BCE si rilevava a Novembre 2010 un alto differenziale dei tassi applicati in Italia per i prestiti (+ 0,89%) e per i mutui (+ 0,49%) rispetto alla zona euro.
I numeri, del resto, parlano chiaro: per un mutuo di 200.000 euro a 30 anni infatti una famiglia italiana arriva a pagare ben 20.279 euro in più rispetto ad un altro paese europeo.
E allora doversi trovare a versare altri interessi sulla Moratoria, una misura nata per aiutare gli italiani, potrebbe essere fatale per molte famiglie alla scadenza della sospensione.
di Matteo Aldamonte
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