Comprare casa per gli italiani vuol dire automaticamente accendere un mutuo. Non si scappa: due famiglie su tre, secondo le recenti rilevazioni Nomisma, hanno bisogno di ricorrere “obbligatoriamente” ad un finanziamento nell’attimo in cui decidono di acquistare un’abitazione.
In termini percentuali praticamente oltre il 75% delle famiglie italiane che vuole - e vorrà nei prossimi 12 mesi, secondo le previsioni - comprare un immobile, non riuscirà a farlo senza presentare richiesta presso un istituto di credito. Soltanto lo scorso anno questo dato riguardata una famiglia su due, con un incremento quindi significativo in questo 2011.
La situazione economico finanziaria delle famiglie italiane e l’investimento immobiliare palesa, secondo il rapporto di Nomisma, un aumento vertiginoso della domanda sul credito, in un contesto “dove continua a prevalere un atteggiamento restrittivo nella concessione dei mutui e una riduzione del valore finanziato”.
Coinvolte nel fenomeno sono soprattutto i più giovani, con un picco dell’88,2% per i capofamiglia con età fino a 34 anni. In questa categoria l’analisi presenta anche una suddivisione territoriale: hanno bisogno di un mutuo soprattutto le giovani famiglie al centro (86,2%) e al sud (87,8%), con meno di 4 membri (90,5%).
Questi nuclei familiari “non sono proprietari dell’abitazione in cui vivono”, si legge nel rapporto, “e nell’ultimo anno non sono riusciti a risparmiare a causa dell’incapacità del proprio reddito complessivo a sostenere l’aumento delle spese familiari, specie quelle legate alla casa”.
“Si tratta – conclude quindi Nomisma – di scelte dunque spesso obbligate, che rischiano di essere frustrate dalle difficoltà di accesso al credito”. E tali difficoltà potrebbero tra l’altro rafforzarsi nei prossimi mesi, con l’aumento dei tassi di interesse previsto dopo l’estate da parte della Bce, che renderà quindi i finanziamenti più costosi, tagliando di fatto fuori dall’accesso al credito numerose famiglie già attualmente in difficoltà economiche.
di Matteo Aldamonte
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