Lo scorso Agosto avevamo introdotto la tematica del tetto del 4 per cento. Un limite, in definitiva, che garantisce una maggiore tranquillità alle famiglie italiane che vedono gravare un mutuo variabile sulla propria abitazione, poichè è lo Stato ad occuparsi del versamento delle parti di rata mensile che eccedono oltre, appunto, il famoso 4 per cento.
Ad oggi lo Stato ha rimborsato già 125 milioni, per una normativa che, di fatto, riguarderebbe tutti i mutui a tasso ‘non fisso’. Non si parla, quindi, esclusivamente di tassi variabili, ma anche di altre opzioni che le banche italiane offrono, come i mutui a tasso misto.
Eppure, proprio per quanto riguarda questi ultimi, non tutte le banche del Belpaese hanno provveduto ad accreditare il denaro dovuto ai propri clienti, e molti di questi non hanno potuto far altro che presentare numerose lamentele e reclami in tal senso.
Secondo alcune banche italiane il tetto del 4 per cento sarebbe da riferire, e quindi da applicare, ai soli mutui a tasso variabile, ed escludendo quindi il tasso misto. Di altro avviso sono stati istituti di credito quali Mps, Intesa Sanpaolo, Ugf, che hanno sino ad oggi corrisposto i rimborsi.
Ed hanno fatto bene. A palesarlo è una sentenza emessa dall’Ombudsman, il giurì che risponde in materia di controversie bancarie, legata ad una richiesta di intervento da parte di un consumatore, nei confronti di B@nca 24-7 (gruppo Ubi Banca).
L’istituto in questione, infatti, non avrebbe riconosciuto al cliente il rimborso, perchè titolare di un mutuo a tasso variabile. Ma se è vero che il tetto del 4 per cento fa riferimento ai tassi ‘non fissi’, il denaro doveva essere regolarmente accreditato.
L’Ombudsman ha però stabilito, in applicazione del decreto 185/2008, che risulta “irrilevante la circostanza che, nel periodo di applicazione della norma (anno 2009) sia in corso il tasso fisso o tasso variabile”, e che il limite del 4 per cento è applicabile anche al tasso misto.
Ecco perchè B@anca 24-7 dovrà riconoscere al cliente il rimborso entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione del giurì bancario. Ed in egual modo, il discorso dovrebbe valere, almeno teoricamente e volendo evitare altre sentenze, per tutte le altre banche nazionali.
di Matteo Aldamonte
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