Dopo aver dato il lasciapassare per le modifiche al Decreto-sviluppo e in attesa che lo stesso entri in vigore, permane il momento difficile per i consumatori italiani che devono mensilmente fare i conti con le rate del proprio mutuo.
Sì, perchè oltre all’aumento delle rate dettato inevitabilmente dall’incremento dei tassi voluto dalla Bce per arginare l’inflazione, il problema che si pone nel Belpaese riguarda l’accesso al credito: l’Europa prevede dei livelli di usura sopra i quali le banche non possono portarsi.
Tale soglia, però, nel nostro paese è molto vicina, per effetto soprattutto di una normativa in regola decisamente antiquata, che mette in difficoltà i consumatori. E’ quanto hanno fatto notare le associazioni dei consumatori, a partire da Adiconsum e per giungere a Consulta nazionale Antiusura, Cittadinanzattiva, Fedartfidi, Airp e Rete per la legalità.
Le associazioni chiedono che la legge anti-usura venga interamente rivista nell’ambito del decreto-Sviluppo, poichè da ritenersi totalmente inadeguata all’attuale sistema di finanziamenti e soprattutto al livello dei tassi odierno.
Defindendo la normativa attuale “vecchia di ormai 15 anni”, le associazioni dei consumatori hanno quindi richiesto un incontro urgente con il ministro Maroni: quello dei tassi di usura rappresenta un problema che, infatti, limita l’accesso al credito di molte famiglie italiane, palesemente impossibilitate a richiedere un mutuo alla propria banca.
L’emendamento al Decreto-sviluppo sarà dunque presentato, aldilà dell’incontro con Maroni, dinanzi a tutti i gruppi parlamentari, affinché si possa rivedere in maniera organica la legge contro l’usura e si possa dunque giungere a una soluzione adeguata all’attuale momento che tassi di interesse, mutui e dunque consumatori stanno vivendo.
di Matteo Aldamonte
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