Con i tassi fissi e variabili che hanno passato, o stanno passando periodi di minimi record, la domanda più frequente delle famiglie è: quanto dureranno? Insomma, i dubbi in merito ad un eventuale investimento sull’aleatorietà di un tasso variabile, o sulla sicurezza di un tasso fisso rimangono, ed anzi crescono.

Per fugare qualche incertezza, Ciak! Prestiti&Mutui ha raccolto dal web i pareri di sei esperti analisti di fama internazionale, resi pubblici attraverso i rapporti di altrettante agenzie d’analisi europee, e riguardanti l’annata 2010/2011.

Servicio de Estudios Económicos della BBVA – Spagna
A parlare è l’esperto José Luis Escrivá, secondo il quale ci sarebbe da star tranquilli: l’economia, troppo debole al momento, non concederebbe ai tassi aumenti troppo repentini nel breve periodo, con una stabilità che dovrebbe permanere almeno per i prossimi tre anni.

Barclays – Inghilterra
Anche qui, Julian Callow è convinto che la debolezza dell’economia, per quanto scossa dalla crisi della Grecia, non subirà grandi stravolgimenti in materia di tassi per i prossimi anni. La parola-chiave, anche secondo gli analisti britannici, è: stabilità.

BundesBank – Germania
Secondo il team tedesco, di diverso avviso rispetto ai pareri dei colleghi sino ad ora analizzati,  gli aumenti sarebbero previsti per la seconda metà del 2010: essi dovrebbero raggiungere quota 2,10% a fine anno, e balzare sino al 2,4% già nel 2011.

Goldman Sachs – USA
Anche secondo gli analisti statunitensi un aumento è tanto prevedibile, quanto ragionevole. Sarà un incremento graduale, che riguarderà in maniera diversa le aree del continente europeo, e che nel nostro paese, così come nelle altre nazioni maggiormente sviluppate, non dovrebbe superare la percentuale del 2%.

Deutsche Bank – Germania
Quello dell’altra agenzia tedesca è più un avvertimento, un augurio, che una previsione finanziaria: Deutsche Bank auspica, infatti, che i tassi rimangano stabili, poichè è previsto per i prossimi anni, con la lenta ripresa dell’economia, un aumento crescente della domanda nel mercato del credito.

BCE (Banca Centrale Europea)
A parlare è il presidente, Jean-Claude Trichet, secondo il quale il margine per poter far sì che i tassi aumentino, è ancora abbastanza rassicurante per le famiglie: lo dimostra l’Euribor, indicatore dei tassi variabili, da oltre un anno fermo all’1%.

Vince la stabilità, sulle previsioni d’aumento. Certo, l’economia è materia volatile, aleatoria, e per questo ogni previsione rimane comunque da interpretare ed assimilare con particolare cautela. Ma nel frattempo, gli italiani sembrano avere le idee piuttosto chiare: l’Euribor basso attira, e la richiesta di tassi variabili aumenta.

di Matteo Aldamonte


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