Diviene attivo da domani, 2 Settembre, un nuovo aiuto alle famiglie ed al micro-credito del Belpaese: un nuovo Fondo, dell’importo di venti milioni di euro, che aiuterà il Belpaese nel pagamento delle rate dei mutui. Sarà possibile sospendere queste ultime, infatti, per un massimo di 18 mesi.
Potranno accedere al Fondo di Solidarietà tutti coloro i quali abbiano in corso un mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale (in sostanza, quella in cui si fissa la residenza), per un massimo di 250 mila euro, stipulato da oltre un anno e con un Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) non superiore a 30 mila euro. Inoltre, ad avere diritto sono le seguenti categorie di debitori:
- che abbiano perso il posto di lavoro e siano rimasti disoccupati per almeno tre mesi (sono quindi esclusi i cassintegrati);
- che abbiano subito in famiglia il decesso o l’invalidità permanente di uno dei componenti, purché questi partecipasse almeno per il 30% alle entrate familiari;
- che possono documentare spese di ristrutturazione dell’immobile o di assistenza medica o infermieristica per almeno 5 mila euro all’anno;
- che hanno registrato nel tempo un aumento del 20% della rata mensile rispetto a quella precedente; la quota sale al 25% se riferita alle rate semestrali, anche se entrambe le ipotesi appaiono, ad oggi, alquanto improbabili.
Il modulo per effettuare la richiesta sarà reso disponibile presso l’indirizzo online http://www.dt.tesoro.it/it/doc_hp/fondomutuipc.html, da tenere costantemente sott’occhio sino alla pubblicazione della documentazione necessaria. I venti milioni disponibili aiuteranno 5mila famiglie, e le richieste saranno accolte secondo l’ordine di presentazione delle domande, che formerà così la graduatoria finale.
Il compito del Fondo sarà quello di rimborsare alle banche, per 18 mesi, un tasso di interesse pari non a quello del mutuo ma a quello del solo parametro di riferimento: se un prestito variabile è ad esempio indicizzato all’euribor 1 mese più una maggiorazione (tecnicamente si chiama spread) dell’1,3%, il Tesoro pagherà l’equivalente dell’Euribor, ma non lo spread. A quest’ultimo, almeno in teoria, le banche dovranno rinunciare.
di Matteo Aldamonte
Versione Stampabile:
Stampa questo articolo
Un po' di silenzio! Perché non lasci un commento?