Un crollo clamoroso, significativo per un mercato che risente ancora degli Spread troppo alti e che non fa troppo caso, invece, ai tassi di interesse in calo. E’ il settore dei mutui, le cui richieste sono scese del -48% tra Gennaio e Febbraio, una percentuale che mai s’era vista negli ultimi anni, una percentuale che testimonia lo sconforto e la sfiducia degli italiani nei confronti del settore bancario, dei finanziamenti.
Il barometro sulle richieste elaborato da Eurisc, il sistema informazioni creditizie di Crif che raccoglie i dati di oltre 78 milioni di posizioni creditizie, parla appunto del -48% di richieste, calo ancor più pesante del -44% di Gennaio.
Tra le cause di questo movimento all’indietro, ancora una volta, della richiesta di mutui c’è anche il calo importante della surroga - il trasferimento del finanziamento da una banca all’altra -, divenuta eccessivamente costosa dopo l’aumento degli Spread del Maggio scorso. In pochi trasferiscono il loro finanziamento, ancora meno sono quelli che fanno si fidano invece dei tassi in calo, in particolar modo con l’Euribor che è ampiamente sceso sotto l’1% ed ha reso più leggere le rate dei titolari di un mutuo a tasso variabile.
Certo, la quota di mercato del variabile stessa è aumentata, passando al 53% attuale dal 40% dell’anno scorso. Guardando i dati di mercato stupisce anche l’importo medio richiesto: 130.700 euro, il livello più basso degli ultimi cinque anni.
Domanda e offerta, comunque, si equivalgono. I dati di Assofin, l’associazione del credito al consumo e del mercato immobiliare, tracciano una caduta dei flussi erogati a Gennaio del 56,6% su base annua.
“Per gli intermediari lo scenario, soprattutto con riguardo all’attività di funding, appare oggi meno critico di qualche mese fa e per questo è prevedibile un atteggiamento di maggiore apertura nell’erogazione di mutui – spiega su Il Sole 24 Ore il direttore operativo di Assofin, Giuseppe Piano Mortari - tuttavia, sarà difficile avere evidenza di una netta inversione di tendenza nel breve periodo, anche perché nei primi mesi del 2011 erano ancora in atto campagne promozionali aggressive da parte di alcuni gruppi bancari e per questo il confronto risulta penalizzante. Se i trend in atto si confermeranno, sarà più probabile registrare un cambiamento di tendenza a partire dal secondo trimestre del 2012″.
di Matteo Aldamonte
Versione Stampabile:
Stampa questo articolo
[...] difficile per il mercato creditizio italiano. Dopo i dati riguardanti il netto calo di richieste per ciò che riguarda i mutui (-48% a Febbraio), arrivano dall’Abi (Associazione Bancaria Italiana) gli ultimi dati che [...]
[...] con un istituto di credito: le richieste in calo per ciò che riguarda i mutui, con addirittura il -48% registrato a Febbraio, manterranno dunque stabili e soporiferi i ritmi del settore immobiliare nel Belpaese.La previsione [...]