Al termine del primo semestre del 2011, è tempo di dati nel settore dei mutui. L’ultima indagine arriva dal Crif, che ha appunto analizzato la situazione del mercato, evidenziando una contrazione nelle richieste da parte dei consumatori stimabile sull’8% rispetto allo stesso periodo del 2010.

Esattamente un anno fa il calo rilevato eraa stato del 4% contro gli otto punti attuali. Tra le altre cose, i picchi rilevati in questa prima metà del 2011 sono ben più preoccupanti secondo il Crif, anche considerando che le percentuali vanno dal 14% al 17% del Giugno scorso, mese “nero” per le banche.

Elaborato nell’ambito del Sistema di Informazioni Creditizie, il rapporto del Crif mette in evidenza un grosso calo della domanda di finanziamenti da parte degli italiani per l’acquisto di immobili residenziali sia strettamente legato alla crisi economica iniziata nella seconda meta’ del 2008.

A causare il rallentamento del settore sarebbero stati una serie di motivazioni legate allo scenario economico europeo: dalla perdurante congiuntura economica negativa alla crisi dei mercati finanziari, dalla debolezza del mercato del lavoro nazionale alle prime avvisaglie di rialzo dei tassi da parte della Bce.

“In questo scenario di sostanziale debolezza, il mercato dei mutui e dei prestiti rischia di venire ulteriormente penalizzato anche da provvedimenti normativi che potrebbero determinare una pesante restrizione del credito disponibile”, è il commento di Enrico Lodi, d.g. Credit Bureau Services di Crif.

“Nello specifico, all’interno del decreto sviluppo recentemente approvato, tra gli emendamenti accolti ve ne e’ uno, l’8 bis, che pretendendo la cancellazione di una serie di informazioni sui pagamenti dei finanziamenti dalle centrali rischi pubbliche e private rendera’ piu’ difficilmente distinguibili i cittadini e le imprese che rimborsano regolarmente i propri finanziamenti da coloro i quali non lo fanno – prosegue -. In questo modo gli intermediari finanziari, non potendo piu’ distinguere chiaramente cittadini e imprese affidabili da quelli che non lo sono, per cautelarsi saranno costretti a restringere il credito disponibile e a chiedere maggiori garanzie, a danno in particolare di coloro i quali rimborsano regolarmente i loro finanziamenti, cioe’ il 95% dei consumatori e delle imprese italiane”.

di Matteo Aldamonte


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