Se da una parte continua il momento ‘nero’ dell’economia europea, che non accenna a risalire la china e mantiene un trend abbastanza ‘pesante’, a proseguire è anche il momento degli affari e del risparmio per tutti i mutuatari del Vecchio Continente, oltre che per quanti decidono proprio in questi mesi di accendere un mutuo legato ad un’abitazione da acquistare o costruire.

I tassi, sia fissi che variabili, si mantengono ancora su valori che definire ‘ai minimi storici’ vorrebbe dire essere riduttivi. I numeri di quest’ultimo anno (ma anche del 2009) sarebbero stati impensabili sino a qualche tempo fa, ovvero quando l’economia mondiale viveva un momento tutto sommato sereno e gestibile.

A dare le maggiori ‘soddisfazioni’ alle famiglie è il mutuo a tasso variabile, che continua a mantenersi sotto il 2 per cento. Un valore, questo, che concede risparmi importanti nelle tasche dei cittadini, e di cui questi possono godere a pieno grazie ad opportunità come il mutuo ‘con il cap’, che permette di usufruire dei vantaggi sia del tasso fisso che del variabile.

I numeri sono leggermente maggiori, com’è normale che sia, ma più che positivi anche per quanto riguarda i mutui a tasso fisso. Maggiore certezza a fine mese – la rata non varia nel tempo, come può accadere con l’opzione variabile - e percentuale che ha superato, ovviamente al ribasso, la soglia del 4 per cento.

I tassi fissi scendono perchè sono inevitabilmente legati agli Irs (Interest rate swap), i quali dipendono, a loro volta, dalla crescita della domanda di Bund tedeschi, ritenuti i titoli più affidabili e sicuri nella zona euro in questo periodo. Nel mese di Agosto passato questi indici Irs hanno perso circa 70 punti base, sia per quanto riguarda le durate più brevi, cioè da 2 a 5 anni, sia per le durate che superano i venti anni.

Questa caduta ha portato gli Irs a 20-25 anni al 2,7 per cento, con un 3,5 per cento registrato nel mese di Agosto, in misura ancor minore rispetto al già sbalorditivo 4 per cento che si era registrato nel primo mese del 2010.

di Matteo Aldamonte


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  1. Giovanni on lunedì 6, 2010

    Incredibile, ma fino a che punto scenderanno? A me va benissimo così e non è difficile capire perchè.