La crisi e la mancanza di prospettive rosee fanno sentire il loro peso sulle famiglie italiane, in difficoltà e sempre meno pronte a sopportare il peso di un mutuo: secondo le rilevazioni del Crif, ad Ottobre i valori sono scesi del -33% per ciò che riguarda appunto i mutui ipotecari, con un peggioramento rispetto al mese precedente addirittura di dieci punti percentuali.
Il trend evidenziato da Eurisc, il Sistema di Informazione Creditizie di Crif, evidenzia dunque un timore purtroppo rinnovato da parte degli italiani nel richiedere finanziamenti, anche in relazione al fatto che gli istituti di credito si stanno dimostrando in queste settimane decisamente più rigidi: spread alti e accesso al credito limitato al minimo non aiutano certo chi ha bisogno di una base monetaria per l’acquisto di un immobile.
Si parlava dello Spread, che in questi giorni sta giocando un ruolo-chiave nell’economia del nostro paese: la differenza tra i nostri titoli di Stato di casa nostra e quelli tedeschi è salita significativamente negli ultimi giorni a seguito delle note vicende politiche che animano il Governo italiano. La maggior rischiosità, infatti, ha un impatto diretto sugli spread applicati dagli istituti di credito, che incontrano difficoltà crescenti nell’approvvigionamento di denaro sui mercati interbancari.
E’ questa in sostanza la serie di fattori che sta rallentando in maniera significativa il mercato italiano dei mutui e che sta portando le banche ad assumere un atteggiamento “severo” nei confronti dei potenziali clienti: sono sempre meno famiglie e imprese in grado di fornire le garanzie necessarie per ottenere un finanziamento.
Come se non bastasse, il mercato immobiliare, dal canto suo, attraversa un periodo di forte crisi che non incide tuttavia sul prezzo finale delle abitazioni, che continua a far registrare gli stessi livelli di qualche anno fa.
di Matteo Aldamonte
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