E’ arrivata dopo qualche giorno rispetto alle decisioni della Bce la reazione finanziaria da parte della Banca d’Italia in materia di mutui: il massimo organo bancario italiano ha infatti innalzato i tassi di interesse variabili e fissi, con una mossa che fa seguito all’incremento dei tassi dall’1,25 all’1,50% voluto dalla Banca Centrale Europea solo alcuni giorni fa.
Il movimento verso l’alto, rilevato dagli analisti e dagli esperti del settore, vede dunque i tassi crescere di due punti base. Questo si traduce, in percentuali, in un tasso variabile al 2,8% con una crescita di un decimo di punto, ed un fisso invece che tocca quota 4,8% e mantiene il trend di crescita rispetto alle precedenti rilevazioni.
Si preannunciano dunque tempi duri sia per i mutuatari titolari di un tasso variabile, che pagheranno rate più alte nelle prossime settimane, che per chi invece decide in queste settimane di richiedere un finanziamento a tasso fisso, magari con un occhio proprio al variabile che invece è sempre più caro, visti i movimenti dell’Euribor.
Il rapporto di Bankitalia che rileva gli aumenti nel settore dei mutui parla anche di altri comparti, sempre riguardanti il settore del credito: mostrano segni di riduzione intanto le sofferenze con una crescita dell’1,8% in calo di un decimo di punto dal livello precedente di fine 2010, anche se i crediti alle imrpese in difficoltà (incagli) sono rimasti elevati e pari al 5,9%.
Questo a dimostrazione di come le famiglie italiane sono ancora in difficoltà nel far fronte agli impegni con le banche. E la Finanziaria varata dal Governo pochi giorni fa, che taglia di fatto gli aiuti agli italiani sui mutui, eliminando agevolazioni di ogni genere, non rappresenterà certo un aiuto. Al contrario, rischia di mettere ancor più in difficoltà i consumatori.
di Matteo Aldamonte
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