Lo scrivevamo già qualche giorno fa: la Moratoria è giunta a scadenza, tra pochi giorni non sarà più possibile sospendere le rate dei mutui nel nostro paese, a causa del mancato rinnovo di una misura sfruttata in maniera importante dagli italiani in difficoltà economiche nei mesi scorsi.
Il rinnovo, però, con ogni probabilità non arriverà. A deciderlo è stata, in modo indiretto, la Finanziaria 2011 del Governo nella quale è appunto previsto il taglio delle agevolazioni alle famiglie in difficoltà coi finanziamenti, nell’ottica di un ritorno alla normalità dal punto di vista bancario ed economico.
Peccato che solo un paio di settimane fa la Banca Centrale Europea abbia applicato l’innalzamento dei tassi di interesse di riferimento per l’Eurozona: un balzo di un quarto di punto, che ha portato i valori percentuali dall’1,25 all’1,50% e che dunque comporterà una crescita dei tassi fissi e variabili anche in Italia.
Lo dimostrano le rilevazioni di Bankitalia, secondo le quali nel nostro paese il variabile sia già aumentato passando al 2,8%, mentre il tasso fisso sfiori i cinque punti percentuali, assestandosi sul 4,8%. In sostanza, questo vuol dire che le banche italiane hanno già recepito i segnali provenienti dalla Bce, ora si stanno adeguando.
La situazione colpirà naturalmente i consumatori, sotto due aspetti: chi nel periodo dei tassi ai minimi storici aveva scelto un’opzione variabile, oggi si trova con un Euribor in crescita e con rate più care mese dopo mese. Chi invece oggi vuole accendere un mutuo e presumibilmente punterà sul tasso fisso, troverà livelli percentuali pre-crisi, anch’essi aumentati rispetto alle settimane precedenti.
Non è dunque una situazione facile per gli italiani, nemmeno per chi vuole rinegoziare i termini del proprio contratto o prendere la strada della surroga, trasferendo il mutuo presso un altro istituto di credito: gli aumenti dettati dalla Bce comunque determinano condizioni attuali meno convenienti.
E come se non bastasse, il Governo non ha previsto aiuti di natura “speciale” per le famiglie nella sua Finanziaria 2011. E’ per “tornare alla normalità”, dicono.
di Matteo Aldamonte
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