Dopo le associazioni dei consumatori, anche Confindustria nelle scorse ore ha contestato il Decreto-sviluppo che introduce una serie di novità “di supporto” alle famiglie italiane in difficoltà col mutuo, soprattutto dopo i recenti rialzi subiti dai tassi di interesse europei, introdotti dalla Bce.

I provvedimenti che il Governo intende adottare si muovono in due direzioni: oltre alla possibilità di sospendere il pagamento delle rate del finanziamento per un massimo di 12 mesi (la famosa Moratoria), i titolari di un mutuo potranno mantenere le condizioni del proprio contratto identiche, in termini di percentuali sui tassi, pur scegliendo di passare dal tasso variabile al fisso.

Una misura, quest’ultima, certamente contestabile in virtù dei numeri provenienti dal mercato dei mutui, secondo i quali il tasso variabile risulta ancora il più conveniente rispetto alle altre opzioni presenti sul mercato.

Si parlava di Confindustria, che ha chiesto di riesaminare il Decreto-sviluppo nella parte che “consentirebbe alle banche di modificare unilateralmente i tassi e le condizioni applicati sui mutui alle imprese. Questa norma va cambiata”, ha commentato il presidente degli industriali, Emma Marcegaglia, nella sua relazione all’assemblea annuale.

Attualmente il Decreto prevede che se il mutuatario è rappresentato da un’impresa, le parti possono modificare le condizioni del prestito. In caso di modifiche unilaterali introdotte da una banca, l’articolo 8 prevede che le nuove clausole si intendono approvate qualora il cliente non receda dal contratto entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione.

di Andrea Pernici


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  1. [...] e le Pmi italiane.La modifica dovrebbe arrivare tramite un emendamento al Decreto-sviluppo e farà seguito all’allarme lanciato da Emma Marcegaglia giovedì scorso nel corso dell’Assemblea 2011. Il presidente di [...]