Mutui: Abi a lavoro per aiutare gli italiani in difficoltà con le rate

Redazione Ciak! Prestiti & Mutui 26 aprile 2011 5
Mutui: Abi a lavoro per aiutare gli italiani in difficoltà con le rate

Accertate le intenzioni della Bce, che dopo un primo aumento dei tassi di interesse (+0,25%) sembra diretta verso un’altra serie di mini strette finanziarie, l’Abi (Associazione Bancaria Italiana) ha aperto i lavori per aiutare, nei prossimi mesi, gli italiani in difficoltà con il pagamento delle rate mensili.

Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, assieme a Giuseppe Mussari (presidente Abi) ha già avanzato le prime proposte, che dovrebbero ricalcare la serie di iniziative già adottate nei mesi scorsi, con qualche novità.

Vediamo nello specifico le prime idee in termini di mutui.

Tasso variabile: moratoria in vista?

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Come detto, il primo passo per aiutare le famiglie potrebbe essere riproporre la moratoria già attualmente in vigore: sospensione delle rate, dunque, per un periodo massimo prestabilito (attualmente di 12 mesi), con la possibilità di versare alla banca i soli interessi maturati, oppure di posticipare tutto alla scadenza della moratoria stessa.

“La moratoria rischierebbe di rinviare solamente il problema, finendo con il gravare comunque su chi ha contratto il mutuo”, avvisa però Paolo Landi, segretario generale di Adiconsum.

Incoraggiare il passaggio da tasso variabile a fisso

In che modo? L’ipotesi sarebbe quella di un congelamento della rata mensile al momento del passaggio da una soluzione all’altra.

L’applicazione pratica di questo procedimento prevederebbe che, in futuro, il passaggio venga effettuato tenendo in considerazione indici Euriris (quelli che regolano i tassi variabili) al 3,5% a cui aggiungere lo spread delle singole banche.

In questo modo si riuscirebbe ad “accompagnare” i titolari di un mutuo a tasso variabile verso un processo, quello della rinegoziazione con tasso fisso, che è facilmente prevedibile visti gli aumenti attesi per l’Euribor.

E del resto i numeri parlano chiaro: nel secondo semestre del 2010 la scelta dei consumatori era ricaduta sul tasso variabile nel 47% dei casi, mentre soltanto a Gennaio del 2010, i mutui a tasso variabile erano stati scelti da ben l’80% dei nuovi contraenti.

Tasso di usura, livelli a rischio

Se da una parte l’obiettivo è quello di diminuire il peso dei mutui che grava sulle spalle delle famiglie italiane, sull’altro versante c’è da fare i conti con il livello dei tassi d’usura, troppo vicino a quello dei tassi correnti: al 4% le banche sarebbero definite come “usuraie”, quindi molte famiglie e un cospicuo numero di imprese sono di fatto tagliate fuori dal mercato del credito bancario.

di Matteo Aldamonte

5 Comments »

  1. marco 26 aprile 2011 at 15:21 -

    speriamo arrivino presto questi aiuti da parte dell abi

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