E’ sempre più Moratoria per le famiglie italiane in difficoltà, alle strette con gli impegni nei confronti delle banche, dovuti chiaramente alle rate mensili da versare.

Un recente rapporto dell’Abi (Associazione Bancaria Italiana) ha effettuato una stima dei mutui sospesi, quelli sui quali è stata appunto applicata la Moratoria: siamo a quota 60mila, cifra che la dice lunga sulle difficoltà degli italiani nel fronteggiare scadenze e nel sanare i debiti contratti con gli istituti di credito, in una fase in cui arrivare alla fine del mese è davvero complicato. Le 60mila sospensioni concesse dalle banche italiane corrispondono ad un valore di 7.3 miliardi/euro.

La situazione non è facile, nemmeno nel rapporto tra banche e Governo. Il prossimo 19 Aprile si terrà un incontro sul tema del credito, in cui affrontare il nodo del Credit Crunch e la proposta Abi per smobilizzare i debiti della P.A. senza danno ai conti dello Stato. Ad oggi, infatti, le banche stesse concedono finanziamenti sempre meno facilmente: è la stretta creditizia, che porta gli istituti ad inasprire le garanzie necessarie per ottenere un mutuo/prestito. Sono sempre meno, quindi, coloro i quali riescono a permetterselo.

L’Abi chiede al Governo di venire incontro ad una proposta già inoltrata. Cosa prevede? Il plafond sui nuovi investimenti e lo smobilizzo dei crediti verso la P.A. attraverso la formula pro-solvendo che consenta cioè alle imprese di avere liquidità dalle banche senza aumentare l’indebitamento dello Stato. La proposta prevede che si debba partire dai crediti della Pubblica Amministrazione Centrale per poi passare, se l’esperimento funzionasse, anche a quelle locali. In ballo ci sono circa 70 miliardi di euro di crediti bloccati.

“Il sistema del credito sta facendo la sua parte comprando titoli di stato e calmierando lo spread da un lato e usando i fondi Bce per i nuovi investimenti. I finanziamenti da Bruxelles tuttavia sono solo il 6% degli impieghi totali italiani e non permettono così di cambiare radicalmente la situazione”, sostiene Giovanni Sabatini, direttore generale dell’Abi. “Manca la domanda da parte delle imprese”, aggiunge il presidente dell’Acri, Giuseppe Guzzetti.

Nonostante gli accordi che banche, parti sociali e Governo stanno siglando, insomma, la sensazione resta quella di qualche tempo fa: italiani poco fiduciosi e in grande difficoltà.

di Matteo Aldamonte


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