Manca una settimana all’entrata in vigore della Moratoria sui mutui, la quale permetterà di sospendere il pagamento delle rate mensili, per determinate categorie familiari, sino ad un massimo di dodici mesi.
La misura, voluta dall’Associazione Bancaria Italiana (Abi), sarà attiva già a partire dal prossimo 1 Febbraio 2010, nell’ambito del cosiddetto “Piano-Famiglie”, e di essa potranno beneficiare i lavoratori il cui contratto è scaduto o è stato annullato, oppure per quei nuclei familiari in cui si registra il decesso di un componente che concorreva alla formazione del reddito.
Come detto, sarà possibile inoltrare le richieste a partire dalla prossima settimana. Con riferimento ai moduli da inoltrare, sarà pubblicato, nell’arco della prossima settimana, un approfondimento in merito targato Ciak! Prestiti&Mutui.
Ad oggi, comunque, risulta utile fare il punto su quelle che sono state le adesioni, da parte delle banche italiane, alla Moratoria: i grandi istituti non hanno ancora inoltrato la loro conferma, mentre sono poco più di una trentina, per una copertura totale dell’11%, le banche, perlopiù facenti capo a piccoli gruppi, che hanno aderito.
Rimangono da verificare, con collegamento a queste banche, quali saranno le condizioni che offerte, soprattutto nel trattamento degli interessi che matureranno nell’arco dei mesi in cui la famiglia beneficerà della sospensione. Questi, stando alle promesse dell’Abi, dovrebbero essere spalmati in maniera omogenea nel periodo successivo.
Le banche, inoltre, dovranno stabilire se la sospensione riguarderà la sola quota capitale da versare nei mesi di stop, oppure se riguarderà l’importo totale del mutuo. Nel caso in cui la sospensione dovesse essere parziale, il mutuatario dovrà comunque continuare a versare gli interessi.
A chi conviene, insomma, la Moratoria? Sicuramente non a quanti, in questo momento, stanno beneficiando di tassi variabili bassi, grazie ai minimi storici raggiunti dall’Euribor. Più interessati saranno, invece, quanti vedono gravare sulle proprie spalle una rata fissa. Tutto dipenderà, comunque, dalla reale possibilità di pagare o meno la rata.
di Matteo Aldamonte
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