Starebbe stringendo al massimo i tempi l’Abi (Associazione Bancaria Italiana), in collaborazione anche con organismi sociali come Caritas, per far sì che gli italiani possano beneficiare già dalle prossime settimane della Moratoria sui mutui, misura della quale si è ampiamente discusso nei giorni scorsi.

Grazie ad essa, l’Abi e le banche italiane daranno la possibilità a determinate fasce di italiani - licenziati, contratti a termine scaduti, decesso di un componente che concorreva alla formazione del reddito familiare - di sospendere il pagamento delle rate legate ai mutui, per un massimo di dodici mesi.

A sottolineare l’impegno dell’Associazione Bancaria Italiana è stato, nell’ambito del Rapporto sul costo del credito promosso da Caritas e Fondazione Responsabilità Etica, è stato Massimo Roccia, direttore centrale dell’Abi.

“Come Abi stiamo lavorando, assieme anche a organismi sociali come la Caritas, per lottare contro le situazioni di disagio - ha spiegato Roccia - stiamo chiudendo sul nostro ‘piano famiglie’, con la moratoria di 12 mesi delle rate del mutuo per le famiglie in difficoltà. Sarà un grande ‘regalo di Natale’ per tutte quelle persone che in questo momento non dormono la notte perché non riescono a pagare il mutuo”.

Nonostante questo, dall’Abi assicurano che la situazione italiana in tema di rate non è poi così tragica; o meglio: gli italiani hanno dei debiti, ma questi fanno riferimenti spesso ad operazioni serie e necessarie. Ed infatti i due/terzi dei debiti del Belpaese sono legati ai mutui, e ad spese legate comunque alla propria abitazione.

“Inoltre – sottolinea ancora Roccia – “sono pochi quelli che perdono la casa perché non riescono a pagare il mutuo: noi lavoriamo perché i casi di chi perde il bene siano sempre meno”.

C’è da lavorare, invece, sul rapporto informativo tra mutui ed italiani: basta pensare che una famiglia impiega, per comprare un elettrodomestico, tre volte il tempo che impiega, invece, nella scelta del mutuo. Eppure, l’importanza delle due operazioni ha un peso ben diverso nell’economia familiare.

In chiusura, il direttore centrale dell’Abi ha avuto modo di ricordare l’importanza dell’accordo raggiunto tra l’associazione e la Cei, il quale darà vita ad un programma nazionale di microcredito: 142 banche hanno aderito, 18.037 saranno gli sportelli a disposizione dei clienti.

di Matteo Aldamonte


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