L’ultimo rapporto di Bankitalia la dice chiara sulla situazione in cui si trovano le famiglie italiane ad oggi: cresce ancora la percentuale di indebitamento nel Belpaese, con gli italiani che non riescono ancora a far fronte alle scadenze mensili dettate da mutui e finanziamenti di vario genere.

Una fotografia perfetta dello scenario in cui si trova la penisola è data dai numeri. I debiti, per l’esattezza, incidono sul 65% del reddito di cui le famiglie dispongono ad oggi. Questo è quanto riportato da Bankitalia nel suo ultimo rapporto, con riferimento naturalmente al 2010.

Un dato impressionante? Sicuramente non positivo, anche se la stessa Bankitalia sottolinea come l’incidenza dei debiti sia comunque minore in Italia rispetto al resto d’Europa, con l’Unione Europea che aveva registrato addirittura una percentuale del 98% nelle sue ultime analisi (Giugno 2010).

Tornando all’Italia, le voci che maggiormente caratterizzano il debito delle famiglie sono facilmente intuibili: gli interessi che hanno pagato le famiglie per i debiti contratti, mutui e prestiti. Questi ultimi, tra l’altro, hanno fatto segnare un’incisione di oltre 9 punti percentuali sui redditi.

La situazione non sembra destinata a migliorare nell’immediato, soprattutto per le lacune che il nostro paese palesa sotto l’aspetto occupazionale. I dati evidenziano un calo dei posti di lavoro a tempo indeterminato, crescono invece quelli flessibili; nel terzo trimestre 2010, infatti, i lavoratori dipendenti sono scesi di 349mila unità, il 2,75% in meno del 2009, mentre complessivamente tra lavoratori autonomi, part-time e a termine l’occupazione è salita di 144mila unità.

La debolezza delle prospettive occupazionali, inoltre, “tende a scoraggiare la ricerca di un impiego, soprattutto tra coloro che hanno scarsa esperienza lavorativa”, hanno spiegato gli economisti di palazzo Koch in merito al problema dell’occupazione. Ma scoraggiarsi, in verità, serve a poco.

di Matteo Aldamonte


Ciak! on Facebook

Versione Stampabile:

Stampa questo articolo

  1. Un po' di silenzio! Perché non lasci un commento?