Si chiama fallimento individuale, è il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri in materia d’indebitamento che dovrebbe permettere agli italiani di affrontare in maniera consapevole le proprie difficoltà economiche.
Per la prima volta il nostro paese vede una possibilità del genere in vigore: dichiarare, appunto, il fallimento individuale. Una possibilità tutt’altro che remota per tante famiglie in difficoltà con le scadenze mensili, col mutuo da pagare e con le rate da versare agli istituti di credito per impegni presi nei mesi, negli anni precedenti. Del resto la crisi economica si è fatta sentire ed è ancora materia attuale per tanti italiani, compresa la miriade di piccoli/medi imprenditori.
I recenti dati targati Bankitalia in tal senso sono piuttosto eloquenti: il 27,7% delle famiglie italiane è indebitato, un rosso che la Banca d’Italia stima in 43 mila 792 euro, di media.
Al debito di quelle famiglie che non riescono a fronteggiare gli impegni presi con le banche, se ne affianca una categoria più delicata. Sono coloro i quali, pur avendo una copertura in banca importante, richiedono grossi mutui per l’acquisto di immobili dalle grandi dimensioni o comunque di valore.
In cosa consiste, dunque, il fallimento personale su cui il Governo si è detto favorevole? Il primo punto è che il debitore meritevole, ovvero colui che abbia acceso un mutuo o un prestito in linea con il suo reddito del momento, non sarà più un pignorato per la vita.
“Noi non vogliamo che una persona perda per sempre il diritto al consumo solo perché si è ammalata, ha divorziato, ha perso il posto di lavoro”, ha commentato il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Zoppini. Egli stesso ha spiegato, inoltre, che in questo caso di fallimento cosiddetto individuale, il giudice potrà guidare questo debitore verso una ristrutturazione ragionata della sua esposizione.
Con questa novità il Governo si dice, di fatto, disponibile ad aiutare quanti hanno acceso un mutuo per una cifra compatibile con il reddito. La funzione d’aiuto sarà attivamente portata avanti dagli “Organismi di composizione della crisi”, che funzioneranno da consulenti gratuiti e con la loro assistenza, il debitore potrà preparare un piano di ristrutturazione del suo ammanco, dove spiegherà quanto può realisticamente rimborsare e in che modo.
di Matteo Aldamonte
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