La storia dell’Italia di qualche anno fa racconta di un paese che poteva permettersi piccoli debiti anche per spese ‘secondarie’, non del tutto necessarie, che sarebbero stati saldati senza troppe difficoltà nei mesi successivi: parliamo di prestiti legati all’acquisto di beni non primari (televisioni, computer, cellulari), oppure del boom di finanziamenti che aveva riguardato il Belpaese nel settore delle vacanze.

Nel 2004 la voce ‘hobbies, viaggi e vacanze’ rappresentava l’8% dei prestiti erogati dalle banche italiane. Sono passati sei anni, nel mezzo c’è una crisi economica che ha messo in ginocchio operatori di mercato, aziende e cittadini, e quella percentuale è scesa sino all’1,6%.

La situazione che ne emerge è abbastanza chiara: basta debiti per spese ‘secondarie’ tra gli italiani, sempre più stretti nella morsa dei mutui da pagare, dello stipendio che non basta per far fronte a tutte le scadenze.

Parlando di mutui, proprio la casa riveste un ruolo sempre più importante nell’elenco delle spese del Belpaese: si spiega facilmente, quindi, quel 27% di finanziamenti che vengono erogati oggi per ristrutturazione, acquisto o costruzione di un immobile da destinare ad utilizzo abitativo.

Il debito sì, quindi, ma solo per questioni strettamente necessarie. Del resto, anche gli ultimi dati pubblicati da Assofin, Crif e Prometeia testimoniano come nel 2009 le erogazioni complessive aveva registrato una contrazione di 11 punti percentuali, mentre oggi è del 5,1%.

Qualche previsione? “Anche nel 2012 i consumi rimarranno sotto i livelli pre-crisi – spiega Chiara Fornasari, economista di Prometeia – andranno meglio i servizi e i beni altamente innovativi, come la telefonia e l’elettronica, mentre cresceranno meno i settori più interessanti per il credito al consumo”.

La crescita, quindi, ci sarà anche nel settore dei finanziamenti, ma anche qui sarà molto lenta e contenuta. Di pari passo con il mercato dei consumi, insomma, che viene costantemente ‘fermato’ dagli oneri derivanti da operazioni quali la cessione del quinto ai prestiti personali, o lo scoperto di conto corrente.

di Matteo Aldamonte


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