La crisi è lontana? “Sarà magari passata per la Borsa”, è il commento odierno di Fabio Picciolini, segretario generale dell’Adiconsum, ad introduzione di una ricerca molto significativa, su quella che è la reale situazione degli italiani in rapporto con i prestiti.

In questi giorni, una delle tematiche principali nella discussione economica nazionale, riguarda le misure varate dall’Abi, per venire incontro alle famiglie del Belpaese, rivelatesi sempre più spesso in difficoltà dinanzi alle rate mensili da rimborsare verso banche ed istituti di credito vari.

Una misura, quella dell’Associazione Bancaria Italiana, che ha costituito, certo, una bella boccata d’ossigeno per i nuclei familiari italiani, ma al tempo stesso ha puntato i riflettori su una situazione che tutto mostra, eccetto che un’uscita repentina dalla crisi.

Gli italiani non riescono a far fronte a rate e debiti da saldare. Questa la verità. “Per chi ha rate da pagare, i problemi veri arrivano ora, in coda alla recessione e in vista di una ripresa che non creerà molta occupazione stabile”, spiega ancora Picciolini.

Eppure, il Belpaese è meglio di tante altre realtà del Vecchio Continente. E’ il 2,7% degli italiani, su un totale di 617 miliardi di mutui e prestiti contratti con gli istituti, a non poter pagare con puntualità le rate derivanti dai vari rimborsi. In Europa la situazione è peggiore, eppure il distacco va assottigliandosi.

Perchè questo? In primis, è cambiato il mercato. Negli anni passati, il consumatore tricolore contraeva debiti solamente per la casa, ed al massimo per poter acquistare un auto. Oggi la situazione è mutata profondamente: il 61% dei prestiti erogati in Italia, è definibile come “non finalizzato”.

In definitiva, si tratta di denaro per cui gli italiani non devono dare giustificazioni. Bastano le garanzie necessarie, ed i soldi vengono impiegati per una qualsiasi necessità; ecco che le banche divengono finanziatrici di beni tutt’altro che primari, come cellulari e quant’altro.

“E’ in rapido aumento il numero di persone che si presentano con sulle spalle una decina di prestiti personali e 4 o 5 carte di debito differenti. Gente con 1.340 euro di stipendio al mese. Come fa a pagare?”, è l’allarme lanciato da Adiconsum.

Il discorso, poi, non può che spostarsi sull’occupazione, altro tasto dolente e pedina fondamentale nello rapporto tra banche e clientela. I posti fissi mancano e mancheranno, mentre sale vertiginosamente la percentuale dei lavoratori a tempo determinato che hanno subito un licenziamento o una mancata conferma in questi ultimi mesi.

Quale situazione, insomma, per questa Italia? Bisognerà ingegnarsi, essere propositivi, perchè il lavoro non pioverà dal cielo. Chiedersi se i giovani della penisola ne saranno capaci, beh, è più che lecito. La risposta è un’incognita.

di Matteo Aldamonte


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  2. [...] se n’era parlato anche tempo addietro: il Belpaese si trova in difficoltà dinanzi alle scadenze, e secondo le stime di Ottobre, il 2,7% della popolazione non era in grado di rispettare le date [...]